Redditi e consumi


All'inizio del XX secolo le società occidentali hanno una struttura complessa: una base operai e braccianti non qualificati; un variegatissimo ceto medio di impiegati pubblici e privati, tecnici nelle industrie, operai qualificati, agenti di commercio, bottegai e contadini benestanti , tra cui si stanno facendo largo le impiegate, le infermiere, le maestre; una élite di professionisti, imprenditori, banchieri, ancora a netta dominanza maschile.
I redditi delle élite imprenditoriali e dei ceti medi sono buoni, se non decisamente apprezzabili. Ma - in tutti questi periodo - anche i salari degli operai attraversano una fase piuttosto positiva, mantenendosi costanti o riuscendo addirittura a crescere di livello , per effetto della fase di grande espansione produttiva che attraversa il tardo Ottocento e il primo Novecento; e perfino i salari pagati ai contadini riescono a mantenersi a un buon livello, poiché nelle campagne colore che non emigrano e riescono a conservare il lavoro mantengono buoni livelli di retribuzione.

Inoltre, dagli anni Settanta-Ottanta dell'Ottocento i prezzi dei beni sul mercato prima scendono, poi riprendono a salire più lentamente dei salari industriali e agricoli. I dati relativi al periodo 1880-1913 in Germania, per esempio, disegnano una tendenza simile alle altre economie del periodo: i prezzi calano fino al 1895, mentre i salari sono stabili o in crescita, dal 1895 i prezzi riprendono a crescere, ma i salari di operai e contadini crescono più rapidamente.L'L'incontro tra i due fenomeni (prezzi contenuti - retribuzioni in crescita) dà questo risultato: aumenta il numero di famiglie di operai e contadini che possono destinare una quota di reddito aggiuntivo all'acquisto di beni 'voluttuari' (cioè superflui) o di 'consumo durevole' (macchina per cucire, bicicletta); a esse si devono aggiungere le famiglie dei ceti medi e delle élite imprenditoriali, che hanno redditi buoni o ottimi e che, a maggior ragione, possono destinare parti notevoli del loro reddito per l'acquisto di vari beni di consumo.
Questo significa che ai primi del Novecento c'è un numero crescente di famiglie che, dopo aver comprato il pane a buon mercato, dopo aver acquistato carne più conveniente, può anche permettersi di comprare formaggi, zucchero, frutta, vino; poi vestiti migliori, e anche una bicicletta, o una macchina per cucire, o orologi a buon mercato , o un abbonamento per avere l'energia elettrica in casa: e poi, magari, i biglietti per andare al teatro, al cinema o al Luna Park.
Questo nuovo mercato di consumatori desiderosi di acquistare nuovi beni comincia ad avere i tratti di un mercato di massa: l'espressione intende riferirsi al fatto che i nuovi compratori sono molto più numerosi delle tradizionali élite della ricchezza (nobili, grandi mercanti, grandi funzionari ), che già da secoli possono permettersi beni non di prima necessità.

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