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Primo dopoguerra: scenario mondiale



• La Prima guerra mondiale aveva lasciato sul campo un numero spaventoso di vite umane. Si stimano in 17 milioni i caduti e dispersi, tra militari e civili di entrambi gli schieramenti, mentre più di 20 milioni furono i feriti gravi e i mutilati.
• Ad aggravare il già pesante bilancio, sul finire della guerra si propagò in Europa un’epidemia influenzale che tra il gennaio 1918 e il dicembre 1920 infettò più di mezzo miliardo di persone nel mondo, con tassi di mortalità altissimi, fino al 70%.
Fu chiamata la spagnola Poiché i giornali ne parlarono come un’epidemia circoscritta alla penisola iberica, anche se in realtà era partita dagli Stati Uniti.
• Infine, il disegno dei nuovi conflitti sollevò il problema dei profughi e delle minoranze etniche: milioni di persone in fuga o discriminate negli Stati che si erano venuti a creare dalla dissoluzione dell’impero turco, russo e austro-ungarico.
• L’Europa si trovò all’indomani del conflitto povera anche di risorse economiche perché durante lo sforzo bellico erano state spese somme gigantesche e ciò aveva prodotto un pesante indebitamento. Ora i vari Stati non avevano la possibilità di investire per una ripresa delle proprie economie interne. Il problema più stringente era quello della riconversione industriale. Nel periodo di massimo sforzo bellico tutte le risorse economiche erano state dirottate nell’industria pesante, che si era notevolmente. Tuttavia, con la fine del conflitto la spesa pubblica era crollata e le industrie furono costrette a provvedere in tempi brevi a una riconversione produttiva, cioè a passare da un’economia di guerra a un’economia di pace.

Tale complessa operazione fu rallentata dalla mancanza di risorse pubbliche e dalla caduta generale del tenore di vita. Dunque, i paesi europei, non riuscendo a produrre quanto serviva, dovettero continuare a importare grandi quantità di beni dai paesi extraeuropei, senza aver modo di pagarli né con le riserve né con le esportazioni.

Questa situazione determinò un rialzo dei prezzi è un’inflazione, con una generale perdita di valore delle monete nazionali. Tutti i paesi europei furono dunque investiti nel dopoguerra da una forte crisi economica e finanziaria.
La crisi economica e finanziaria postbellica e alcuni importanti conseguenze:
• l'indebitamento verso gli Stati Uniti e la dipendenza dalle importazioni extraeuropee determinarono il crollo della centralità dell'Europa nel mondo e l'ascesa degli Stati Uniti a potenza mondiale;
• l'intervento dello Stato nella gestione delle dinamiche economiche, intensificatosi durante la guerra, si fece ancora più ampio;
• l’aumento del tasso di disoccupazione, unito all’aumento del costo della vita, conseguenze del generale ristagno produttivo, determinarono un profondo malessere sociale che sfociò in una serie di forti tensioni sociali.