Il 18 Gennaio 1919, due mesi dopo la fine del conflitto, si tenne a Parigi la conferenza di pace, ove si riunirono tutte le potenze vincitrici, anche se ad avere effettiva autorità furono soltanto i cosiddetti “quattro grandi” , ovvero il presidente americano Wilson, il presidente del Consiglio francese Clemenceau, il primo ministro inglese George e il presidente del Consiglio italiano Orlando.
In questo contesto fu evidente il contrasto tra la mentalità politica europea e quella del nuovo orientamento democratico del presidente americano Wilson. Quest’ultimo all’inizio del 1918 aveva fissato in Quattordici punti, i principi a cui avrebbe dovuto ispirarsi la pace. La Francia e l’Inghilterra, invece, erano preoccupate soprattutto di trarre vantaggi economici e territoriali e di annientare, non solo dal punto di vista militare ma anche dal punto di vista economico, la Germania.

Come prevedeva l’ultimo dei Quattordici punti di Wilson, il 28 Aprile 1919 fu fondato l’organismo della Società delle Nazioni che aveva il compito di gestire e risolvere i contrasti tra i vari stati, così da evitare lo scoppio di ulteriori conflitti. Tuttavia, in seguito al ritiro degli Stati Uniti, tale organismo si rivelò inefficace diventando infatti strumento passivo nelle mani di Francia e Inghilterra.

Dalla conferenza di pace scaturirono inoltre cinque trattati, sottoscritti in varie località nei dintorni di Parigi.

Il più importante fu quello stipulato il 28 Giugno 1919 a Versailles con la Germania. Tale trattato imponeva durissime clausole alla nazione tedesca, prevedendo gravi perdite territoriali, la riduzione dell’esercito a 100 mila uomini e della flotta a poche unità. Pesanti furono anche le sanzioni economiche, che comportarono il risarcimento di somme enormi a tutte le nazioni vincitrici e al Belgio, oltre alla cessione di miniere, materiali navali/ferroviari/industriali.

Fondamentale per l’Italia fu la firma del trattato di Saint Germain il 10 Settembre 1919, con il quale otteneva dall’Austria il Trentino, L’Alto Adige, l’Istria e l’alto bacino dell’Isonzo fino allo spartiacque alpino. Inoltre con questo trattato l’impero austro-ungarico fu diviso fra diversi Stati. Al suo posto sorsero quattro stati indipendenti: Austria, Ungheria (la cui indipendenza sarà sancita dal trattato di Trianon del 4 Giugno 1920), Cecoslovacchia e Iugoslavia. Fu inoltre riconosciuta l’indipendenza dell’Albania. Sui territori appartenenti alla Russia, nascevano i nuovi stati indipendenti della Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania.

Con il trattato di Neuilly, firmato il 27 Novembre 1919, era riconosciuta l’indipendenza della Bulgaria, privata però di Tracia, Macedonia e Dobrugia.

Nell’agosto del 1920 fu invece siglato il trattato di Sevres attraverso cui il vastissimo impero ottomano fu ridotto ad un modesto Stato. In questa situazione, infatti, la Turchia perse la supremazia su molti territori, tra cui quella sugli stretti. Era inoltre previsto il pagamento di pesanti riparazioni di guerra.
Le durissime condizioni di pace diedero origine a una vera e propria rivolta capeggiata dal rivoluzionario Ataturk, che seppe organizzare un esercito con cui sconfiggere i Greci invasori nell’Anatolia. Così, dopo il successo militare e l’abolizione del sultanato dell’impero ottomano, il 29 Ottobre 1923 fu proclamata la Repubblica turca. Inoltre la Turchia era riuscita ad ottenere l’annullamento delle pesanti clausole del trattato e la loro sostituzione con altre più dignitose, siglate a Losanna il 24 Luglio 1923, che restituì alla Turchia la piena sovranità sugli stretti.

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