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La prima guerra mondiale – Il punto di vista dell’Italia


L’Italia si allea con l’Austria e l’Ungheria, con il fine di non restare isolata rispetto alle alleanze che stavano operando le altre nazioni. Il patto che l’Italia stipula è un mero patto difensivo: ciò significa che l’Italia deve intervenire soltanto se l’avversario attacca gli alleati.
Giolitti, infatti, auspicava alla neutralità.
Quando si decide di scendere in campo lo slogan è la presa di Trento e di Trieste, nonostante Giolitti sostenesse che sarebbe bastata la minaccia del governo italiano di schierarsi col nemico per convincere l’Austro- Ungheria a cederle.
Giolitti è considerato un pragmatico, un tecnico, un funzionario, lontano dalla retorica nazionalista, che rappresenta una prima sorta di democrazia italiana, considerato un vecchio di animo e di prospettive dai giovani volenterosi di eroismo e di nuovi orizzonti che dimostrassero il valore dell’Italia rispetto agli altri Stati. Quando si esprime sulla neutralità dell’Italia i partiti più radicali reagiscono in modo violento, ed egli rischia anche la vita. Nonostante la maggioranza giolittiana in parlamento (episodio dei biglietti da visita nella buca di Giolitti), il governo Salandra, molto interventista (ministro degli esteri Sonnino) cerca di allearsi con Francia e Inghilterra. Il re s’impegna con il patto di Londra (quindi le forze armate), e una volta noto in Parlamento anche i neutralisti cambieranno opinione. D’annunzio torna dalla Francia per guidare questi moti, scegliendo richiami alla mitologia patriottica che esaltassero la violenza e la conquista. L’italia entrerà in guerra il 24 maggio del 1915.

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