Concetti Chiave
- Il generale Luigi Cadorna comandò le truppe italiane, schierate in Trentino e sull'altopiano del Carso, con un approccio rigido e ostile.
- Le battaglie in Trentino si caratterizzarono per un clima rigido e furono combattute principalmente da alpini, con una significativa resistenza italiana nel giugno del 1916.
- Le dodici battaglie sul fiume Isonzo evidenziarono una guerra moderna di trincee, culminando nella presa di Gorizia senza una sconfitta definitiva dell'Austria.
- La disfatta di Caporetto nel 1917 colse l'esercito italiano alla sprovvista, con un attacco tedesco che portò a una ritirata e accuse di sciopero militare contro le truppe.
- Dopo l'esonero di Cadorna, il generale Armando Diaz e Vittorio Emanuele Orlando cercarono di risollevare la situazione, culminando nella vittoria italiana nell'ottobre del 1918.
Indice
Comando e schieramento delle truppe?
Le truppe italiane vennero affidate al comando del generale Luigi Cadorna, rigido ed ostile. Le truppe vennero schierate sia in trentino che sull'altopiano del carso
Battaglie in Trentino e Carso
Trentino: la guerra in trentino era combattuta da alpini, assunse le caratteristiche di una guerra pre-moderna con inverni molto rigidi. nel giugno del 1916 gli italiani riuscirono a fermare gli austriaci che lanciarono la cosiddetta spedizione punitiva.
Altopiano del Carso.
Guerra moderna di trincee, le principali (ben 12) battaglie si svolsero sul fiume Isonzo e sono molte. Durante la sesta battaglia riuscirono a prendere Gorizia ma non a dare all'Austria la disfatta ufficiale. Questi continui tentativi di sfondamento del fronte avevano provocato la perdita di migliaia di italiani.
Accuse e dichiarazioni di guerra
Ancora l'Italia non aveva dichiarato guerra alla Germania e venne accusata dagli alleati di condurre una guerra privata al solo fine di acquistare territorio. Salandra venne accusato di doppio gioco e nell'agosto del 16 dopo le sue dimissioni i si dichiarò guerra alla Germania.
Disfatta di Caporetto
Il primo attacco della Germania consisteva in un'offensiva nella zona di Caporetto con la tattica dell'infiltrazione. A Cadorna giorni prima era giunta una voce ma non ci fece caso. Nell'ottobre del 1917 quindi l'esercito italiano venne preso totalmente alla sprovvista. Né il generale Badoglio né Cadorna risultarono all'altezza della situazione le truppe italiane dopo una grande disfatta furono costrette a ritirarsi. L'esercito austro tedesco si insediò perciò nei territori circostanti facendo razzie di cibo. Il generale Cadorna dette la colpa alle truppe accusandole di uno sciopero militare.
Cambio di comando e vittoria finale
Dopo l'esonero di Cadorna arrivò il generale Armando Diaz. Vittorio Emanuele orlando prese il potere. I socialisti rimasero delle loro idee. Altri cambiarono idea pensando che dopo caporetto quella sarebbe diventata la guerra di tutti gli italiani. Si temeva inoltre che in una situazione di crisi come quella potevano tornare al potere i giolittiani.
Vittorio Emanuele Orlando capì e tentò di risollevare le condizioni interne dell'Italia, mentre Diaz si limitava a difendersi agli attacchi degli austriaci sul Piave. Con l'avanzare del tempo però l'esercito austro-tedesco risultava sfinito e nell'ottobre del 18 nella regione di vittorio veneto Diaz fa scontrare le sue truppe con quelle avversarie che dovettero disgregarsi. Il 4 novembre l'Austria uscì dalla guerra, vinta dall'Italia.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo del generale Luigi Cadorna nel comando delle truppe italiane?
- Quali furono le caratteristiche delle battaglie in Trentino e sul Carso?
- Quali furono le conseguenze della disfatta di Caporetto per l'esercito italiano?
- Come cambiò la situazione militare e politica dopo il cambio di comando da Cadorna a Diaz?
Il generale Luigi Cadorna, noto per il suo atteggiamento rigido e ostile, fu incaricato del comando delle truppe italiane, schierate sia in Trentino che sull'altopiano del Carso.
Le battaglie in Trentino, combattute da alpini, assunsero tratti di guerra pre-moderna, mentre sul Carso si svolsero 12 battaglie di trincea, tra cui la sesta battaglia che portò alla conquista di Gorizia, senza però infliggere una disfatta definitiva all'Austria.
La disfatta di Caporetto, avvenuta nell'ottobre del 1917, colse l'esercito italiano di sorpresa e portò a una ritirata disastrosa, con il generale Cadorna che attribuì la colpa alle truppe, accusandole di uno sciopero militare.
Dopo l'esonero di Cadorna, il generale Armando Diaz assunse il comando e, con il supporto di Vittorio Emanuele Orlando, si concentrò sulla difesa. Con il tempo, l'esercito austro-tedesco si rivelò sfinito, portando alla vittoria italiana e all'uscita dell'Austria dalla guerra il 4 novembre 1918.