Prima Guerra Mondiale
Il 28 giugno del 1914 a Sarajevo, l’arciduca Francesco Ferdinando venne assassinato da uno studente nazionalista serbo. Così il 28 luglio, l’Austria dichiarò guerra alla Serbia. In base alle alleanze stabilite negli anni precedenti, entrarono in guerra due grandi schieramenti: gli Imperi Centrali (Austria e Germania), a cui si unirono l’Impero turco e la Bulgaria, contro le potenze della Triplice Intesa (Gran Bretagna, Francia e Russia) a cui si unirono la Serbia e altri Stati. Con lo scoppio della guerra, la Germania attaccò il Lussemburgo e il Belgio con l’intenzione di invadere la Francia. Con la battaglia presso il fiume Marna (6-12 settembre) i tedeschi furono fermati dalle truppe franco-inglesi: la guerra di movimento si trasformava in una guerra di posizione. La Russia tentò di invadere la Germania, ma fallì a causa dell’intervento delle truppe tedesche ed austriache. Nel momento in cui scoppiò la guerra, l’Italia si era dichiarata neutrale, ma dopo un anno dovette entrare in guerra (24 maggio 1915).

Tra giugno e dicembre del 1915, l’esercito italiano, impreparato ad affrontare una guerra di queste proporzioni, fu mandato all’assalto degli Austriaci, ma non ottenne alcun risultato.
Fra maggio e giugno del 1916 l’esercito austriaco tentò una spedizione punitiva contro gli italiani, considerati traditori dalla Triplice Alleanza. La controffensiva italiana ebbe come esito positivo la conquista di Gorizia. I tedeschi affrontarono inutilmente la marina inglese nella battaglia dello Jutland. Cominciarono allora le battaglie sottomarine, che puntavano ad affondare navi mercantili e perfino quelle per il trasporto dei passeggeri.
Nel marzo del 1917 in Russia una rivoluzione abbatté il regime dello zar, per cui la Russia dovette abbandonare lo scenario di guerra. Il 6 aprile gli Stati Uniti entrarono in guerra accanto all’Inghilterra a causa del terribile episodio che li aveva visti protagonisti: 124 cittadini statunitensi erano morti nell’affondamento del transatlantico Lusitania da parte dei sottomarini tedeschi. Il 24 ottobre gli austriaci inflissero una terribile disfatta all’esercito italiano a Caporetto e li costrinsero alla ritirata. L’1 agosto papa Benedetto XV lanciò un appello in cui condannava la guerra, definendola un’inutile carneficina.
Il 3 marzo 1918 la Russia firmava la resa con la quale cedeva alla Germania la Polonia e i Paesi baltici, riconoscendo l’indipendenza dell’Ucraina. Il 4 novembre l’Austria, dopo aver subito una dura sconfitta a Vittorio Veneto, chiese all’Italia un armistizio. Il 9 novembre a Berlino venne proclamata la repubblica, l’11 novembre accadde in Austria e furono costretti alla resa Bulgaria e Impero turco. Crollavano così i quattro grandi Imperi d’Europa.
Con l’armistizio firmato dalla Germania si concluse la Prima Guerra Mondiale. I morti furono più di 10 milioni, 600.000 dei quali furono italiani.

La prima guerra mondiale causò nei Paesi europei crisi e miseria sia tra i vincitori sia tra i vinti. Cessò così il predominio mondiale dell’Europa, mentre si affermava quello di due nuove potenze: Stati Uniti e Unione Sovietica. Specialmente gli Stati Uniti, grazie all’enorme apparato industriale, commerciale e finanziario, si imposero come potenza dominante, anche sul modo di vivere. Un fenomeno tipico dell’epoca fu la crescita dei movimenti popolari che, in tutti i Paesi, posero nuovi problemi ai vari Governi. Si svilupparono anche i movimenti per l’emancipazione femminile che portarono, in Gran Bretagna per la prima volta le donne al voto (1922). Particolarmente drammatico fu il crollo della Germania, dove esplosero forti conflitti sociali. Solo l’appoggio finanziario degli Stati Uniti consentì a Germania, Francia, Gran Bretagna e agli altri Paesi europei di avviare l’opera di ricostruzione.

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