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Prima Guerra di Indipendenza


Premuto da varie sollecitazioni popolari e dal timore che nel regno di Sardegna di potessero verificare fatti analoghi ai moti di Venezia e Milano (che fu assediata per cinque giorni), Carlo Alberto dichiara guerra all'Austria. Siamo al 23 Marzo del 1848.
Si mossero in auto di Carlo Alberto, il Papa e i sovrani di Toscana e Napoli, mossi dall'entusiasmo e dal desiderio di liberare l’Italia.
Dopo i primi successi però l’Italia si indebolii, per vari motivi:
-il sovrano puntava ad una riconquista rapida della Lombardia e l'esercito non era in grado di compiere manovre così veloci;
- i volontari, scoraggiati, affievolirono il loro spirito patriottico;
il Pontefice ritirò le truppe temendo di perdere gli appoggi dai religiosi austriaci, lo seguirono anche le truppe dei sovrani di Toscana e Napoli.
Nel frattempo il sovrano era preoccupato di chiudere ogni iniziativa di intervento al popolo e ai democratici che tra l'altro sarebbero stati i più entusiasti e operosi a livello militare: gli aristocratici non erano affatto convinti della causa nazionale.
A Custoza, dopo tre giorni di lunghi e sanguinosi combattimenti, il 25 Luglio, le truppe piemontesi furono sconfitte, dunque Milano rimase in mano agli austriaci.
A Vigevano, il generale italiano Salasco, firmò un armistizio con l’Austria, il 9 agosto del 1848 termina la guerra di indipendenza.
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