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Concetti Chiave

  • La guerra contro l'Austria fu dichiarata da Carlo Alberto il 23 marzo 1848, avviando un conflitto cruciale per il Piemonte.
  • Carlo Alberto guidò un esercito di 50.000 uomini alla conquista di Peschiera, ottenendo una vittoria significativa a Pastrengo il 30 aprile.
  • Un'eroica resistenza di 5.000 volontari a Curtatone e Montanara permise a Carlo Alberto di preparare una controffensiva decisiva contro gli austriaci.
  • Nonostante i successi iniziali, l'indebolimento dell'esercito piemontese fu causato dal ritiro delle truppe di Pio IX e Ferdinando II di Napoli.
  • Dopo la sconfitta a Novara il 23 marzo, Carlo Alberto abdicò, e il trattato di pace firmato da Vittorio Emanuele II comportò dure condizioni per il Piemonte.

Dichiarazione di guerra e prime mosse

La dichiarazione di guerra avvenne 23 marzo 1848 quando Carlo Alberto dichiarò guerra all'Austria.

Carlo Alberto con un esercito di circa 50.000 uomini, male equipaggiati, varcò il Ticino a Pavia e si portò sulla riva destra del Mincio per cacciare gli austriaci dal Quadrilatero.

Il 30 aprile ottienne una grande vittoria a Pastrengo, che si trova ad est di Peschiera, per poter tagliare le comunicazioni tra la Val dell'Adige e Verona e pose un'assedio a Peschiera.

Il frattempo il generale Radetzky passò all'offensiva, e mentre Carlo Alberto attendeva l'assedio di Peschiera uscì da Mantova sulla riva destra del Mincio con intenzione di risalire il fiume e sorprendere alle spalle l'esercito piemontese.

Resistenza e successi iniziali

Ma l'attacco fallì perché il 29 maggio a Curtatone e Montanara vi fu l'eroica resistenza di 5000 volontari , i quali, nonostante il numero superiore delle truppe avversarie, si fecero massacrare piuttosto che arrendersi.

In questo modo Carlo Alberto ebbe il tempo di preparare l'offensiva contro gli austriaci, che, quando il giorno successivo, 30 maggio, si lanciarono all'assalto del ponte di Goito, furono completamente battuti.

Inoltre la sera stessa venne conquistata anche Peschiera e i soldati acclamarono per la prima volta Carlo Alberto come re d'Italia.

Indebolimento e ritirata

Tuttavia, malgrado i successi iniziali, tra aprile e maggio si verificarono degli eventi che portarono all'indebolimento dell'esercito piemontese:

- Pio IX con la allocuzione del 29 aprile diede alle sue truppe l'ordine di ritirarsi dalla guerra;

- Ferdinando II di Napoli ritirò anch'egli le proprie truppe dalla guerra;

Il generale Radetzky approfittando di questo indebolimento dell'esercito piemontese riprese la sua offensiva e dopo aver conquistato Cadore e quasi tutto il Veneto, tranne Venezia, attaccò l'esercito piemontese e lo vinse a Custoza , il 23 e il 25 luglio, costringendolo alla ritirata.

Il 4 agosto Carlo Alberto è obbligato a lasciare Milano assediata e il 9 agosto il generale Salasco firmò l'armistizio (di Salasco) che imponeva ai piemontesi di ripassare il Ticino.

Ripresa delle ostilità e sconfitta finale

Dopo sette mesi di tregua il Piemonte disdisse l' armistizio di Salasco e il comando dell'esercito venne dato al generale polacco Chrazanowski.

Chrazanowski pensava di passare il Ticino al Nord per marciare su Milano e prendere così le spalle esercito austriaco, mentre il generale Ramorino doveva difendere il passo del Ticino a Pavia e tenere a bada gli austriaci.

Ma mentre il generale Chrazanowski passava il Ticino (il 20 marzo), il generale Radetzky poteva passare il Ticino e Pavia e invadere il Piemonte a causa del tradimento del generale Ramorino, il quale venne poi fucilato.

L'esercito piemontese allora cercò di arrestare l'avanzata del nemico tra il Ticino e la Sesia, ma subì una grave sconfitta a Novara il 23 marzo.

Carlo Alberto allora abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II, il quale il giorno dopo incontrò presso Vignale il generale Radetzky con il quale firmò un trattato di pace, nel quale erano richieste condizioni molto gravose sia dal punto di vista territoriale che economico (vennero chiesti 75 milioni per l'indennità di guerra).

La guerra terminò quindi con la disfatta dell'esercito piemontese e con una dura repressione delle città lombarde che erano insorte all'inizio della guerra.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la causa principale della dichiarazione di guerra da parte di Carlo Alberto?
  2. Carlo Alberto dichiarò guerra all'Austria il 23 marzo 1848, con l'intento di cacciare gli austriaci dal Quadrilatero, mobilitando un esercito di circa 50.000 uomini.

  3. Quali furono i risultati iniziali delle operazioni militari piemontesi?
  4. Dopo una grande vittoria a Pastrengo il 30 aprile, Carlo Alberto conquistò Peschiera e fu acclamato come re d'Italia, grazie anche alla resistenza eroica di 5000 volontari a Curtatone e Montanara.

  5. Quali eventi portarono all'indebolimento dell'esercito piemontese?
  6. L'indebolimento dell'esercito piemontese fu causato dal ritiro delle truppe ordinate da Pio IX e Ferdinando II di Napoli, che permisero al generale Radetzky di riprendere l'offensiva.

  7. Cosa accadde dopo la tregua di sette mesi?
  8. Dopo la tregua, il Piemonte disdisse l'armistizio di Salasco e il generale Chrazanowski tentò di attaccare, ma subì una grave sconfitta a Novara il 23 marzo, portando all'abdicazione di Carlo Alberto.

  9. Quali furono le conseguenze della guerra per il Piemonte?
  10. La guerra si concluse con la disfatta dell'esercito piemontese e condizioni di pace gravose, tra cui un'indennità di guerra di 75 milioni, accompagnata da una dura repressione delle città lombarde.

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