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Populismo

Questo termine, tuttavia, circola molto in Occidente in tempi recenti.
Il termine "populismo", nel suo significato storico, indica due fenomeni diversi: il movimento di opposizione allo zar in Russia nel tardo Ottocento, che si batteva per il riscatto delle masse contadine, e l'esperienza di alcuni regimi politici no-americani nel secondo dopoguerra.
Questo termine, tuttavia, circola molto in Occidente in tempi recenti.
Ne leggiamo sui giornali e ne sentiamo parlare nei dibattiti televisivi, dove spesso i politici si scambiano accuse di "populismo".
Lo troviamo riferito, generalmente, movimenti di destra, tradizionalisti e xenofobi.
Nell'uso che se ne fa nella comunicazione pubblica, ha un contenuto piuttosto vago e generico. E quindi utile cercare di precisarne le caratteristiche.
Che cos'è il populismo?
Secondo il politologo Gianfranco Pasquino, «populista è l'atteggiamento politico di chi ritiene che il popolo abbia, o dovrebbe avere, tutto il potere politico, anzi tutti i poteri, ma che possa esercitarli soltanto affidandoli a un leader che sa e riesce a interpretarne le esigenze. È corretto parlare di populismo quando si instaura un rapporto diretto fra il popolo e il leader».
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