Ma_fack di Ma_fack
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Nel 1924 Lenin morì e Stalin si trovava ai vertici del partito. I principali contendenti furono appunto Stalin e Trockij: quest'ultimo godeva di un enorme prestigio dovuto alla guida dell'Armata rossa mentre il primo, meno conosciuto, ricopriva la carica di segretario del comitato centrale del partito. Trockij nonostante la sua fama si trovò in minoranza e ciò fu dovuto all'alleanza fra Stalin e Bucharin. Il potere si concentrò così nelle mani di Stalin, Kamenev, Zinov'ev. Nel 1925 Trockij diede le dimissioni e contemporanea alla sconfitta di quest'ultimo fu quella della NEP. Lo scontro fra i due tuttavia non riguardo solamente la politica economica ma riguardò anche il modello della rivoluzione socialista che i comunisti volevano diffondere nel mondo (politica estera). Trockij era infatti convinto la sopravvivenza della rivoluzione sovietica fosse legata alla rivoluzione mondiale capeggiata dall'URSS. Stalin riteneva invece che, non credendo nella rivoluzione mondiale, il socialismo era possibile solamente in un singolo paese e che il movimento operaio mondiale si sarebbe dovuto impegnare nel consolidamento dello Stato Sovietico. L'Unione Sovietica cercò poi di sostenere il nazionalismo cinese (1927) sperando di poter scatenare una rivoluzione antimperialista in quel paese. Ciò non andò però a buon fine. Stalin approfittò della situazione per accusare chi credeva ancora nella rivoluzione mondiale portando all'espulsione di Trockij, Kamenev e Zinov'ev. Successivamente Trockij fu anche esiliato e nel 1937 venne fatto uccidere a Città del Messico da alcuni sicari di Stalin. Successivamente quest'ultimo si dedicò al problema economico. La NEP era entrata in crisi e pertanto si dovette attuare l'industrializzazione forzata, propugnata da Trockij, attraverso il primo piano quinquennale. Per mettere in atto una simile tipologia di industrializzazione era necessaria la creazione di aziende collettive in modo da ottenere tutte le risorse disponibili dalle campagne. Queste aziende collettive avrebbero poi avuto bisogno dei macchinari favorendo così la produzione industriale e una miglioria nell'agricoltura. I kulaki vennero poi espropriati con la forza dei loro beni venendo uccisi. Le aziende individuali (più di 2 milioni) vennero raggruppate in circa 200mila aziende collettive, sia cooperative che statali.

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