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Ottocento - Organizzazioni operaie e obiettivi

Che l'industrializzazione portasse con sé grandi ricchezze, ma anche grandi miserie, fu presto evidente a tutti, anche agli stessi borghesi. Fu chiaro che si apriva una questione sociale potenzialmente esplosiva, più pericolosa per l'ordine costituito di quanto fosse mai stata la miseria contadina.
La ragione sta nel fatto che la protesta contadina era sempre stata violenta ma disorganizzata; infiammava le campagne con rivolte (le jacqueries) che si potevano facilmente lasciare sfogare, per poi reprimerle. La protesta operaia, invece, ebbe sin dall'inizio un carattere del tutto nuovo, quello dell'organizzazione, che derivava dall'inedita collocazione degli operai stessi nel processo produttivo. I contadini, nelle campagne, erano isolati; gli operai, invece, erano riuniti a centinaia, a volte a migliaia, nella struttura della fabbrica. In questa dimensione collettiva della vita lavorativa, essi impararono presto di avere interessi comuni, che si sarebbero potuti difendere meglio con l'unione.

Nacquero così le prime organizzazioni operaie: le Società di mutuo soccorso, che assistevano i lavoratori bisognosi, e i primi sindacati di mestiere. Non a caso, fu l'Inghilterra la patria del sindacalismo: le Trade Unions tennero il loro primo congresso nel 1833.
Gli obiettivi delle prime lotte operaie erano l'aumento dei salari, la riduzione della giornata lavorativa, ma anche il diritto di associazione, cioè il diritto di unirsi per difendere i propri interessi. Il parlamento inglese aveva proibitio i sindacati sin dal 1799: l'associazione era dunque illegale, al pari dello sciopero. Scioperare, ancora per buona parte dell'Ottocento, significava perdere il posto di lavoro o addirittura finire in galera. La lotta sindacale era dunque difficile e pericolosa, anche perché, in quel momento, l'offerta di lavoro superava ampiamente la domanda: per ogni lavoratore occupato nella fabbrica, ce n'erano fuori dieci pronti a prenderne il posto.
Nonostante questo, le prime lotte operaie ottennero importanti conquiste: il diritto di associazione; il diritto di sciopero; la riduzione della giornata lavorativa a dodici e poi a dieci ore; la limitazione dello sfruttamento di donne e fanciulli. Parliamo, naturalmente, delle società industriali più evolute, quella inglese innanzitutto, e poi quelle francese e belga; altrove, come in Germania o in Italia, queste conquiste giunsero solo alla fine dell'Ottocento, e a volte addirittura nel Novecento.

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