Organizzazione territoriale - soluzione centralista

Uno Stato centralista possiede organismi centralizzati (parlamento e governo), i quali hanno competenze su ogni materia e producono leggi che valgono allo stesso modo in tutto il territorio dello Stato. Nel Risorgimento un convinto sostenitore di assetti centralisti è stato Mazzini. Negli stati centralisti è sempre previsto un maggiore grado o minore di decentramento; ovvero specifiche istituzioni territoriali possono essere delegate a occuparsi di particolari materie, sia dal punto di vista normativo sia dal punto di vista amministrativo.
In Italia l'ipotesi confederale è svanita presto. Viceversa le ipotesi federalista e centralista si sono confrontate a lungo, dal Risorgimento sino a oggi. I sostenitori di entrambe le soluzioni hanno manifestato pareri opposti rispetto agli effetti delle diverse forme di Stato sulle differenze territoriali. I federalisti hanno sostenuto, e sostengono, che una ampia autonomia delle varie aree farebbero aderire più armonicamente le istituzioni dello Stato alle specifiche caratteristiche delle diverse regioni contribuendo dunque a soddisfarne con maggiore efficacia le esigenze e i bisogni. I centralisti invece hanno sempre sostenuto che l'adozione di assetti federali in presenza di significative differenze geosociali non farebbe altro che accentuare e aggravare le divergenze e mentre un assetto centralista consentirebbe uno sviluppo armonico di tutti i comparti territoriali di uno Stato.

Nella storia d'Italia l'ipotesi che sia imposta, sin dall'unificazione, è stata quella centralista, temperata dall'introduzione di un certo grado di decentramento. Nel 1861 la scelta è stata molto condizionato dallo scoppio, nelle regioni del Mezzogiorno continentale, di un grande insorgenza contadina di orientamento politico legittimista cioè favorevole alla restituzione delle terre meridionali all'ex re Francesco II di Borbone, o delle terre dell'ex Stato pontificio al Papa, Pio IX): in presenza di un così grave conflitto interno, l'adozione di un assetto federalista è stata considerata un pericolo, perché avrebbe potuto rafforzare le tendenze centrifughe e antiunitari. Nella direzione della soluzione centralista ha pensato molto anche l'influenza del modello francese che, sin dall'epoca napoleonica, ha assunto una forma rigidamente centralista.

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