I primi Europei a raggiungere i territori dell'attuale Nigeria furono nel 1472 i Portoghesi, che a quel tempo erano la più grande potenza navale europea. Nel 1485 vi fu una seconda spedizione guidata da Alfonso d'Alveiro che si recò a far visita al re del Benin. Questi a sua volta inviò un suo ambasciatore al re del Portogallo per stringere accordi che regolassero i commerci di oro, avorio e schiavi.
In seguito a tali legami i portoghesi costituirono a Ugwato, sulle sponde del fiume Benin, una piazzaforte per l'approvvigionamento che divenne nel corso del XVI secolo una base per la tratta degli schiavi. Se infatti i portoghesi erano fortemente interessati alla compravendita di schiavi da inviare nella colonia americana del Brasile, d'altro canto il re del Benin furono tra i maggiori fornitori dei commercianti europei. Il regno del Benin ebbe contatti anche con altri mercanti europei: soprattutto olandesi, francesi, spagnoli e danesi che erano interessati ai commerci dei prodotti locali e di schiavi. In realtà nei tre secoli successivi, i documenti che ci sono pervenuti testimoniano quasi esclusivamente della compravendita di schiavi. L'"avorio nero" si rivelò la fonte di guadagno principale degli Europei nel continente africano e conobbe il suo apice intorno al 1660 in seguito alla crescente richiesta di manodopera destinata alle piantagioni e alle miniere del Nuovo Mondo.

Nonostante la tratta degli schiavi fosse già nel XVII e XVII secolo duramente criticata da intellettuali e leghe antischiaviste, ugualmente governi e l'opinione pubblica fecero prevalere gli interessi mercantilistici senza metterne in discussione la legittimità. Il commercio degli schiavi continua dunque incessantemente e questo consentì all'antico regno del Benin di prosperare e di conservare la propria indipendenza fino al 1897, quando fu invaso da una spedizione punitiva da parte degli inglesi. Infatti la corona britannica tra il 1840 e il 1852 si era decisa, prima fra tutte le potenze europee, a mettere al bando la tratta degli schiavi e prese posizione contro i portoghesi che sfruttavano la popolazione nigeriana, anche per la necessità di proteggere commercianti e missionari inglesi. Fu così che gli inglesi nel 1849 nominarono un console che si stabilì nell'isola di dominazione spagnola di Fernando Poo e strinsero accordi con il re di Lagos. Il villaggio di Lagos, preesistente all'arrivo dei portoghesi, era per questi un luogo di importanza strategica. Veniva infatti utilizzato come scalo marittimo poiché la presenza dei fiume Ogun rendeva agevole l'approdo. In seguito al mancato rispetto degli accordi da parte del sovrano di questo villaggio gli inglesi non si lasciarono sfuggire l'occasione di estendere il proprio protettorato su questi territori (1861), facendo sentire fin da subito la propria autorità: essi infatti intervennero militarmente nelle lotte civili degli Yoruba che nel volgere di pochi anni furono costretti a riconoscere l'autorità del protettorato inglese.

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