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-La Nazionalizzazione delle Masse ed il Diritto al Voto-

La nazionalizzazione delle masse offre uno strumento di integrazione sociale.
Il primo cambiamento è l’estensione del diritto di voto, si arriva a ciò grazie alle scuole che rendono consapevole le masse del loro potenziale. Benjamin Disraeli, conservatore inglese, e Otto von Bismarck sono i sostenitori del suffragio universale maschile.
Ma da questo processo di ampliamento degli spazi politici restano comunque escluse le donne.
Negli USA e in Gran Bretagna si sviluppano i più significativi movimenti suffragisti.
Nell’Europa Continentale troviamo due peculiarità nel movimento femminile:
1. I Paesi Cattolici, la tradizione lascia spazio all’azione femminile nelle organizzazioni caritative laiche e negli ordini conventuali quindi non offre alcun elemento che induca a mettere in discussione la gerarchia dei generi.
2. Il Partito Socialista sulla questione del diritto di voto alle donne è molto cauto perché: nei Paesi Cattolici i socialisti temono che le donne votino i partiti conservatori, per i socialisti la priorità assoluta è conquistare il suffragio universale maschile infine secondo Engels la disuguaglianza tra uomini e donne è stata frutto del capitalismo e solo dopo la rivoluzione socialista ci potrà essere eguaglianza tra i sessi.

All’inizio del Novecento il suffragio universale maschile esiste negli Stati Uniti, in Francia, in Germania…, tuttavia concedere il voto a tutti i maschi non era sufficiente ad avvicinarli alle istituzioni.

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