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Una massa è un insieme di persone inerte, quindi facilmente manovrabili. Il popolo è un insieme di persone unite da un ideale. La massa non ha ideali di riferimento, è priva di appartenenze storico – culturali e di unione. Nel ‘900 il potere politico ha diffuso e trasmesso la propria influenza attraverso le masse. Un popolo è caratterizzato da un richiamo di ideali non sempre positivi ma da leggi non scritte, come la solidarietà. Secondo Gustavo Le Bon le masse seguono una psicologia propria, differente da individui e da somma di questi. Ogni individuo ha una propria psicologia. Ad esempio quando una persona va allo stadio non si comporta come a casa ma sono trascinato dalla massa e partecipo attivamente alla tifoseria. La massa si muove per eccitazione, per pancia ed è mutevole.

In una massa ti senti forte perché ti garantisce forza e anonimato. Il ‘900 è il secolo dei genocidi a causa delle masse.
Le cause dell’apparizione di una massa sono le industrie all’interno della città. Il bisogno di manodopera attira la gente dalle campagne, dove si vive come se fosse un villaggio con una forte identificazione, alle città, dove questa situazione scompare. Cambia anche il modo di produrre perché attraverso la catena di montaggio la produzione diventa di massa: una persona è un ingranaggio della catena di montaggio. Nasce anche il consumo di massa.
La scienza entra nei processi di produzione e di gestione per ridurre sprechi di energie e tempo ed ottimizzare il profitto. Vengono stabiliti tempi standard di lavoro con lo scopo di aumentare la produttività in un certo lasso di tempo. Il trucco di quest’organizzazione è la catena di montaggio, che consente la produzione di massa che crea una domanda di massa: diminuiscono i costi a causa dell’incremento di produttività e molte persone possono accedere ad una bene che prima non potevano permettersi.
Il primo ad applicare la scienza nelle fabbriche è Ford che dice: abbasso il costo delle macchine e aumento lo stipendio agli operai, essi sono in grado di comprarsi la macchina; di conseguenza la domanda aumenta e con essa la produzione

Altre due conseguenze importanti della società di massa sono:
- Nascita dell’opinione pubblica: quell’elemento con una serie di utenti istruiti che sono in grado di esprimere un proprio giudizio su alcuni fatti e quindi influenzare delle scelte. Condizione della sua esistenza è che cali l’analfabetismo, quindi l’istruzione obbligatoria. Ci devono anche essere degli strumenti della formazione del giudizio. All’epoca l’unico strumento utile a ciò era il giornale. All’epoca il ruolo del giornalismo era diffondere notizie e formare il giudizio. La formazione dell’opinione pubblica implica il fatto che i lettori influenzano l’opinione pubblica e quindi le decisioni politiche.

- Cambiamento del modo di fare politica: c’è un allargamento progressivo del suffragio. Il fatto che le masse entrassero nella politica implica la nascita dei partiti di massa, organizzazioni con a capo una struttura di governo o di controllo che consiste in un nucleo di dirigenti e una struttura capillare che coinvolge tutti i paesi. Il consenso veniva così creato in modo capillare. Nelle sezioni di partito si discuteva e si mobilitava la base degli elettori. Il partito di massa ha un programma o un’ideologia che influenza le decisioni politiche. Le esigenze degli elettori arrivano fino ai vertici dove venivano rielaborate e trasformate in azione politica in base al programma politico e ideologico del partito.
Il populismo è la trasformazione immediata delle esigenze e del pensiero della gente in azioni politiche, senza tener conto delle conseguenze a lungo termine.
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