lasorky di lasorky
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La Seconda rivoluzione industriale



In riferimento alla prima, si verificarono fenomeni demografici, energetici e finanziari ma in maniere simultanea. Nel giro di alcuni decenni l’esempio inglese viene seguito dagli altri Paesi europei, a partire da Francia e Germania. È l’inizio dell’era contemporanea.

La crescita demografica


Per tutta la prima metà del novecento crebbe notevolmente la popolazione europea.
Ritmo di natalità maggiore del ritmo di mortalità della popolazione
Decisivo fu lo sviluppo delle conoscenze mediche e delle condizioni igienico-sanitarie
Incremento dei redditi delle famiglie meno abbienti

L’urbanesimo


Lo spazio che accolse l’incremento demografico fu la città. Nel giro di 80 anni la popolazione inglese cambia radicalmente stile di vita. L’introduzione di grandi macchinari pone fine al lavoro a domicilio:
Il lavoratore deve recarsi necessariamente in fabbrica per lavorare.
Le città si popolano, mentre le campagne si svuotano.
Alla metà del XIX secolo l’industria è già la principale risorsa economica dell’Inghilterra. Per la prima volta nella storia dell’uomo, non è l’agricoltura a produrre la maggior parte delle ricchezze di un paese.

L’era dell’elettricità


L’elettricità poteva essere prodotta servendosi dei bacini idrici delle montagne e questo ebbe molteplici conseguenze:

L’energia idroelettrica consentì anche ai paesi poveri di carbone ma dotati di fiumi e imponenti sistemi montuosi (come l’Italia) di svilupparsi
Decentramento produttivo con la crescita di nuovi poli industriali consentito dal basso costo e dalla facilità di trasportare l’elettrificazione
Nei traporti cominciarono a essere mosse dall’elettricità le tranvie urbane
Diffusione dell’illuminazione pubblica elettrica con avvio anche di quella domestica grazie all’invenzione di Thomas Edison della lampadina a filamento del 1879

Invenzione del telefono inventato da Meucci nel 1871; del telegrafo senza fili di Marconi del 1901 dal quale subentrò la radio nel ventennio successivo; e il cinema (nasce a Parigi grazie ai fratelli Lumière).

L’industria petrolchimica


Petrolio: destinato fino alla II metà dell’ottocento solo all’illuminazione. Iniziò a richiederlo l’espansione dell’industria automobilistica per il motore a scoppio, per la diffusione del motore a diesel utilizzato sulle navi e per il riscaldamento domestico. Gli stati uniti avviarono i primi esperimenti di trivellazione nel 1857 e presto divennero il maggior produttore mondiale di petrolio.
Acciaio: vantaggioso utilizzarlo al posto del ferro nella costruzione di binari, navi, locomotiva e ponti
Fertilizzanti chimici: scoperte del belga Solvay sulla soda e sull’acido solforico, così la produzione di fertilizzanti chimici per l’agricoltura in sostituzione dei concimi organici
Alluminio: divenne una merce a basso prezzo
Coloranti artificiali: diede impulso all’industria tessile.
Gomma: dal prodotto naturale caucciù

La grande fabbrica meccanizzata


Le innovazioni tecnologiche comportarono una profonda riorganizzazione dei modi della produzione industriale. L’uso sistematico delle macchine e la standardizzazione industriale fece diventare la fabbrica un sistema complesso: occorreva un’organizzazione del personale composta da tecnici con competenze specifiche definite in base ad una rigida divisione del lavoro.

Il taylorismo


L’ingegnere americano Taylor introdusse e teorizzò l’organizzazione scientifica del lavoro industriale. Taylor puntava a ottenere un basso costo della manodopera mantenendo allo stesso tempo alti i salari, attraverso una maggiore produttività. Il capostipite dell’industria automobilistica Henry Ford applicò nella sua azienda la scomposizione del taylorismo: la catena di montaggio, che organizzava perfettamente il lavoro senza sprechi, conosciuta oggi come fordismo.
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