pexolo di pexolo
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Rosalia nacque nel 1918 e si spense nel 1920 per broncopolmonite secondo gli atti ufficiali. Non si esclude che la broncopolmonite abbia coperto la difterite che avrebbe impedito qualsiasi trattamento speciale del corpo.
La salma fu imbalsamata presso l’abitazione dei Rosalia e sepolta poi presso le Catacombe dei Cappuccini dove tutt’ora riposa.
Per lo studio del corpo e la verifica della conservazione di Rosalia è stata utilizzata una macchina radiografica portatile (modello Dragon DR, CXDI- 50G, Canon/ Sedecal).
Il tempo ed il motivo per il quale Salafia decise di intraprendere proprio quest’attività nonostante le sue ristrette conoscenze in materia sono ancora oscure, delle ipotesi propongono però una sorta di pietas come descrive in una delle memorie intitolata “Una consuetudine gentile”: Salafia però non si limitò solamente ad imbalsamare noti personaggi o nobili palermitani, nelle sue mani passarono anche membri della sua stessa famiglia quali il nipote ed il padre. Il costo medio di un’imbalsamazione era di 300 dollari.

Il metodo dell’ormai diventato professore prevedeva un’unica iniezione intravascolare del suo fluido conservativo introdotto attraverso l’arteria carotide. Il fluido però non aveva un effetto cosmetico sul viso. Per rimediare venne poi aggiunto alla soluzione un colorante. Ben presto però la fama del momento svanì. Continuò il suo lavoro silenzioso fino agli anni ‘20 .

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