Il movimento operaio


Nel 1848 Karl Marx e Friederich Engels pubblicano il manifesto del partito comunista in cui sostengono che il capitalismo sfrutta il proletariato perché ha diviso la proprietà dei mezzi di produzione dall'erogazione della forza-lavoro. Prendere atto di questa realtà significa per gli operai acquisire una coscienza di classe e comprendere che la fine dello sfruttamento può avvenire solo attraverso l'abolizione della proprietà privata e la dittatura del proletariato; quest'ultima segnerà l'avvento di una società comunista, cioè senza classi, in cui tutta l'umanità potrà raggiungere la felicità. Il manifesto viene diffuso in tutta l'Europa e in poche decine di anni il marxismo diventa la linea guida del movimento operaio, che comincia ad organizzarsi in una serie di partiti politici.Nel 1864 Marx contribuisce affrontare la Prima Internazionale, che ha lo scopo di coordinare l'azione dei vari gruppi nazionali di lavoratori contro la solidarietà internazionale della borghesia. La sua vita è segnata da molti conflitti, fra cui lo scontro fra Marx e l’anarchico Bakunin, che paralizza per anni le attività dell'associazione e ne determina lo scioglimento nel 1876, proprio mentre Marx è impegnato nella stesura della sua opera più importante, il capitale.L'altro grande scontro pone Marx a Lassalle: mentre il primo punta solo sulla attività rivoluzionaria, il secondo cena nella possibilità di riformare all'interno di un sistema Democratico ed è favorevole all'unificazione della Germania perché uno stato più forte e ricco può migliorare le condizioni della classe operaia. Nel 1875 la fusione fra la sua associazione e il Partito socialdemocratico tedesco crea il primo e più grande partito operaio dell'Europa continentale, che Bismarck combatte su un doppio binario: da un lato vara le leggi eccezionali che lo riducono a una condizione di semiclandestinità, dall'altro cerca di integrare nel sistema la classe operaia varando una legislazione sociale e paternalistica ma all'avanguardia.
Malgrado le strategia del cancelliere il partito socialdemocratico nel 1890 conquistò un milione e mezzo di voti e inoltre viene affiancato da un forte movimento sindacale, mentre il Parlamento annulla le leggi eccezionali. In Inghilterra, dopo il congresso di Vienna, si sono aperti anni durissimi: le leggi sul grano hanno penalizzato le categorie povere e la chiusura delle fabbriche, aggiuntasi alla smobilitazione, ha creato centinaia di migliaia di disoccupati. I tories portano avanti una politica intransigente di legge e ordine che nel 1819 provoca il Peterloo Massacre, dopo la quale vengono proibite le adunanze pubbliche e si instaura la censura preventiva: il movimento operaio inglese sembra morto ancor prima di nascere. La situazione migliora grazie alla ripresa economica e nel 1825 vengono fondate le Trade Unions, i primi sindacati del mondo.Tra il 1838 il 1848 i lavoratori tentano di trovare uno sbocco politico alle loro rivendicazioni e fondano un movimento chiamato Cartismo, che però viene sconfitto. Dopo allora i sindacati rinunciano occuparsi di politica, ma stabiliscono un buon rapporto col Parlamento e nel 1893 fondare il partito laburista in difesa della classe lavoratrice. Intanto nel 1889 è stata fondata la seconda Internazionale alla quale aderiscono i partiti operai e i sindacati di tutto il mondo. Tutti si allineano alla linea marxista e in particolare a quella della socialdemocrazia tedesca e proclamano quindi come principi fondamentali la lotta di classe e l'azione politica. Questa Armonia però si spezza a cavallo del Novecento, quando riaffiorano le due anime del movimento operaio: quella riformista, disposta a lottare ma all'interno del sistema borghese parlamentare, e quella rivoluzionaria, chiamata poi massimalista.
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