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Movimenti studenteschi ed il ’68


Dal 1968 gli studenti cominciano con proteste contro la scuola, ma finiscono per andare contro di tutto partendo dalla famiglia alla società, allo stato, invadendo intere strade delle città, camminando in massa con striscioni, cartelloni, canzoni e urla.
Tutto questo inizia nel maggio, nell’università di Nanterre, Parigi, in cui uno studente tedesco iniziò una lotta contro la discriminazione di classe. Solamente con questione di tempo le voci di queste idee anti borghesi si diffusero arrivando anche agli operai che iniziarono ad occupare le fabbriche con diverse richieste tra cui quella dell’aumento di salario.
È nato tutto come un movimento inizialmente antiautoritario, ma diventato poi rivoluzionario.
L’arte viene messa in discussione, ma positivamente nascerà una creatività che fu in grado di muovere il cinema, la fotografia e la musica per anni.
Senza distinzioni tra persone, così, questi movimenti studenteschi coinvolgono e sconvolgono l’intera Italia, ed il valore di quelle lotte avrebbero segnato la storia.
Tutto improvvisamente cambia, ora bisogna decidere da che parte stare.
Questa nuova ideologia condiziona una parte della cultura giovanile e la musica acquista importanza diventando anche uno strumento politico, cantato tra le piazze e le strade.
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