Anche nei momenti più terribili alcuni cristiani testimoniarono la loro fede e per questo subirono il martirio. Questo atteggiamento si colloca in continuità con la Chiesa delle origini: da sempre, infatti, i cristiani più ferventi hanno dato testimonianza della loro fede, anche a prezzo della vita. Per il modo contemporaneo due esempi sono offerti dal teologo protestante Dietrich Bonhoeffer e da padre Massimiliano Kolbe. Il primo, importante esponente della Chiesa evangelica, voleva testimoniare che , oltre alla Germania nazista, alla quale si sarebbe richiesta una resa incondizionata, ne esisteva un'altra, pronta a mettere fine alla guerra, degna di rispetto e autorizzata a chiedere differenti condizioni di pace per il popolo tedesco. Pagò con la vita le sue posizioni, finendo impiccato nel carcere di Flossenburg. Le idee di Bonhoeffer hanno influenzato molti movimenti cristiani contro la guerra e i regimi repressivi, esaltando il concetto di sequela di Cristo, fino al martirio. Padre Massimiliano Kolbe era già una voce viva della Polonia cattolica prima che scoppiasse la Seconda guerra mondiale. Dal 1917, anno in cui fondò la "Milizia del'Immacolata", al 1930, anno in cui fu realizzata la "Città dell'Immacolata" formata da mille frati operai, questo frate minore conventuale diede luogo ad innumerevoli attività, opere assistenziali, culturali, devozionali e incrementò il movimento mariano, che raggiunse più di due milioni di iscritti. Nel 1939, quando i tedeschi invasero la Polonia, preferì il carcere alla collaborazione e finì ad Auschwitz, dove nel 1941 fu ucciso da un'iniezione di acido fenico. dopo essersi offerto volontariamente al martirio al posto di un padre di famiglia, che grazie a lui ebbe salva la vita.

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