Video appunto: Germania dopo la 2.a guerra mondiale

La Germania dopo la 2.a guerra mondiale



Secondo gli accordi di Potsdam e di Yalta, una volta terminata la Seconda guerra mondiale,la Germania avrebbe dovuto essere occupata ed amministrata dalle tre grandi potenze, partecipanti alla conferenza più la Francia, la cui zona di occupazione doveva essere ricavata all’interno di quella inglese e americana.
Berlino, situata all’interno della zona russa, sarebbe stata anch’essa divisa fra le quattro potenze, con apposite garanzie per accesso ai settori occidentali, passando attraverso il settore occupato dai sovietici.
I Tedeschi dovevano pagare un elevatissimo debito di guerra per cui la loro economia doveva essere governata dalle forze di occupazione. Questo presupponeva la presenza di criteri concordati e unificati ma non fu così. I Sovietici pensava alla Germania come un ponte per il controllo dell’Europa centrale e come serbatoio di risorse economiche e industriali da trasferire direttamente in URSS per la ricostruzione. Anche i Francesi avevano una visione poco elastica del problema. Essi lo concepivano in termine di rivalsa della sconfitta del 1940 e soprattutto in termini di sicurezza. Per questo motivo, la Francia pensava ad una Germania divisa il più possibile e soprattutto indebolita. Per gli USA e la Gran Bretagna, la Germania avrebbe dovuto essere florida per controbilanciare la potenza sovietica. Questa diversità di approccio si ripercosse immediatamente sul funzionamento degli organi preposti all’amministrazione delle terre occupate. I punti chiave riguardavano la definizione del trattato di pace, la questione delle riparazioni, la rinascita della vita politica ed economica della Germania. Fu anche subito chiaro che la soluzione di qualsiasi problema aveva come punto di partenza la decisione sul futuro assetto della Germania. Tuttavia, poiché mancava l’accordo francese e russo sulla proposta di creazione di un’amministrazione unica, il problema fu rimandato ad un apposito incontro che si tenne a Mosca nel 1947 e che si concluse con una rottura completa.

Nel frattempo gli USA e la Gran Bretagna avevano proceduto a riunire economicamente le loro due zone.
Il problema più grosso fu quello della riparazione dei danni di guerra a proposito dei quali Francesi e Russi erano più intransigenti. I Sovietici attuarono la politica dello smantellamento che provocò reazioni anche nella popolazione. Fu comunque deciso di autorizzare la ripresa economica della Germania solo nei limiti del 55% toccato nel 1938, anno prima che scoppiasse la guerra. Questa decisione, invece di permettere il superamento delle tensioni, le aggravò perché i Russi, oltre allo smantellamento, cominciarono a prelevare dalla produzione la parte che spettava loro a titolo di riparazione. Questo fu il motivo per cui gli alleati sospesero la cessione all’URSS degli impianti collocati nelle loro zone.
Anche la situazione politica portò ad una rottura fra le rispettive posizioni. Infatti, la commissione alleata di controllo, anziché essere sede di coordinamento politico, divento una sede di continui contrasti. Nel 1947, la zona inglese e americana costituirono una “bizona” e di fatto era come la cortina di ferro tagliasse in due anche la Germania.