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L’Italia dalla neutralità alla guerra

Il governo italiano, nel luglio del 1914 era stato colto di sorpresa : L’Austria aveva inviato l’ultimatum alla Serbia consultando solo la Germania (Austria, Italia e Germania appartenevano alla Triplice Alleanza). L’Italia, dichiarandosi neutrale (il 2 agosto 1914) diede ai francesi la possibilità di lasciare sguarnita la frontiera alpina e di concentrare l’esercito contro i tedeschi, a difesa di Parigi.
Tra l’agosto 1914 e il 24 maggio 1915 in Italia si susseguirono molte polemiche tra
Neutralisti  cattolici e socialisti ( che non volevano spargimenti di sangue) e Giolitti per il quale l’Italia, restando neutrale, avrebbe tratto vantaggi economici diventando fornitrice di beni necessari ai paesi in guerra.
Interventisti Nazionalisti (tra cui Gabriele D’Annunzio) ; irredentisti che speravano di ottenere le regioni italiane ancora in mano all'Austria(Trentino e Venezia-Giulia) . Gli Irredentisti vedevano questa come la quarta guerra d’indipendenza; democratici, (rappresentati da Leonida Bissolati e Gaetano Salvemini ) che erano contrari all'autoritarismo e al militarismo esercitati da Austria e Germania; Benito Mussolini ( fuoriuscito dal Partito Socialista) che , abbandonate le posizioni pacifiste, ora auspicava l’avvento di una situazione rivoluzionaria che avrebbe condotto ad una società nuova.

Intanto l’Intesa voleva attirare l’Italia dalla sua parte e ci riuscì. Il ministro degli esteri Sidney Sonnino firmò con le potenze dell’Intesa il patto di Londra (26 aprile 1915) in base al quale l’Italia garantiva il proprio intervento al loro fianco entro 30 giorni e in cambio avrebbe esteso il suo territorio all'Istria e alla Venezia tridentina. In più si sarebbe annessa le isole greche del Dodecaneso, una parte della Dalmazia e un equo compenso coloniale sui possedimenti tedeschi in Africa. Questo patto rimase segreto fino al 1917. I deputati votarono per la guerra e gli interventisti mobilitarono le piazze organizzando manifestazioni durante le “radiose giornate di maggio” che ebbero come principale oratore Gabriele D’Annunzio. Il Parlamento era con Giolitti, era neutralista e il primo ministro , Salandra (interventista), presentò le sue dimissioni ma il re lo invitò a restare al governo. Giolitti lasciò Roma e il Parlamento votò i pieni poteri a Salandra e fu così che l’Italia, il 24 maggio 1915 , dichiarò guerra all'Austria.

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