L'assetto centralista inizialmente adottato dallo Stato italiano nella seconda metà del '900 non è sembrato sufficiente a un partito politico con un buon insediamento nelle regioni settentrionali, la Lega Nord, che si è formata all'inizio degli anni Novanta del XX secolo e che ha posto al centro del suo programma una radicale riforma federalista delle istituzioni dello Stato. Nel dibattito che ne è seguito diverse altre forze politiche sembrano aver accettato l'idea che sia necessario introdurre riforme che siano allo Stato italiano un assetto federale.

Occorre comunque osservare che nel linguaggio dei leader della lega nord l'ipotesi di una riforma federale si alterna spesso a una ben più minacciosa ipotesi di secessione, cioè di costruzione di uno Stato autonomo costituito dalle sole regioni settentrionali.
L'ipotesi è, in una forma appena più sfumata, incorporata addirittura nell'articolo primo dello statuto del partito Lega Nord, che dice: "Art. 1 - finalità. Il Movimento politico denominato "Lega Nord per l'indipendenza della Padania" (in seguito indicato come Movimento oppure Lega nord o Lega Nord Padania), costituito da Associazioni politiche, ha una finalità il conseguimento dell'indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica federale indipendente e sovrana". Così stando le cose c'è chi si chiede se il federalismo della lega sia in qualche modo animato da un sincero desiderio di migliorare il funzionamento delle istituzioni statali, o non sia concepito dai suoi leader come il primo passo che prepari il terreno per una vera e propria secessione.

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