Video appunto: Italia - Conseguenze dell'otto settembre 1943

Conseguenze dell'otto settembre



L’Italia spaccata in due



La situazione dopo l'otto settembre



Mesi prima, dopo lo sbarco degli Americani, Hitler non aveva voluto inviare rinforzi militari in Italia ma cambiò atteggiamento quando si accorse che alcuni sono intenzionati a deporre Mussolini e, sospettando una possibile uscita dal conflitto dell’Italia che costituiva per lui un avamposto nella difesa, inizia a inviare truppe e infine, caduto Mussolini e diffidando della dichiarazione di Badoglio invia più truppe e pianifica una possibile operazione per assumere il controllo militare del Paese.
Per questo motivo l’8 settembre da avvio a venti mesi di guerra, combattuta non solo dagli eserciti regolari ma anche da gruppi partigiani antifascisti, in quanto in Italia nonostante la resa non era stata predisposta alcuna misura efficace per fronteggiare le reazioni tedesche costringendo così il re e Badoglio a rifugiarsi a Brindisi, lasciando l’esercito sia all’estero sia in patria senza indicazioni (se agire, contro chi e come) e così molti soldati tentarono o di fuggire e raggiungere i partigiani locali o di prendere le armi venendo però sopraffatti.

Dopo l’8 settembre l’Italia si spaccò quindi in due lungo la cosiddetta linea Gustav, ossia la linea Salerno-Brindisi: nel Mezzogiorno nacque, grazie anche agli aiuti degli alleati che stavano operando una lenta risalti con l’aiuto anche delle varie insorgenze degli stessi Italiani, il cosiddetto regno del Sud, presieduto da Badoglio, garante inoltre della sopravvivenza dello Stato monarchico; al Nord invece l’occupazione tedesca fu fulminea portando, dopo la liberazione di Mussolini e il suo successivo incontro con Hitler, all’organizzazione di un nuovo governo fascista con la nascita della Repubblica sociale Italiana, o Repubblica di Salò, dalla quale erano però escluse le regione di confine del Friuli Venezia Giulia e del Trentino che vennero occupate direttamente dai tedeschi e annesse al Terzo Reich.