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Imperialismo e colonialismo

Con la seconda rivoluzione industriale, un altro processo importante nella seconda metà dell’Ottocento è costituito dall’imperialismo cioè l'occupazione e conquista di territori in Africa, delle potenze europee. Non si trattava di un fenomeno totalmente nuovo perché nei secoli precedenti il colonialismo ne aveva aperto la strada, presentando però caratteri diversi. Infatti il colonialismo era stato portato avanti dalle compagnie commerciali (che si riferivano a un paese e soprattutto all’Inghilterra) e aveva scopi economici e commerciali: le colonie erano destinate al rifornimento a allo scambio preferenziale di materie prime. Tant’è vero che le zone occupate corrispondevano alle zone costiere, quindi si trattava di controlli legati ai traffici commerciali.

Il colonialismo di fine Ottocento, che vede coinvolti Francia, Germania, Belgio, Russia, Italia, Stati Uniti, Giappone, cambia progressivamente volto rispetto ai seoli precedenti. Le motivazioni sono sempre di ordine economico ma a queste si aggiungono anche motivazioni di ordine ideologico e culturale. Non sono più le compagnie commerciali che hanno il monopolio commerciale ma sono i governi che indirizzano, per motivi economici, la loro politica nella conquista di territori extraeuropei. La politica espansionistica di vari governi aveva le esigenze di trovare nuovi mercati al di fuori dell’Europa. Inoltre se la prima fase di colonizzazione era stata caratterizzata solo di scambi di tipo economico, adesso col colonialismo di fine Ottocento le potenze europee si spartiscono i territori non tenendo in alcun conto le realtà locali (differenze linguistiche, etniche, culturali). Quindi le potenze europee procedono a una vera e propria occupazione del territorio assumendo, nella forma di protettorati, il controllo di questi territori. Al Belgio venne affidato il Congo che era stato dato a re Leopoldo come dominio personale.
Nel 1890 Bismarck, che era stato l’artefice di una politica di equilibrio in Europa, viene allontanato dall’imperatore. Quando sale al trono Guglielmo II la politica tedesca si modifica. Egli inaugura una politica aggressiva imperialista volta a occupare anche territori al di fuori dell’Europa. Da qui parte un rafforzamento dell’apparato industriale e militare. Inoltre quando sale al trono Guglielmo II il trattato con la Russia non viene confermato e la Germania appoggia le iniziative politiche austriache. Dopo l’allontanamento dalla Russia si forma un’alleanza più stretta con l’Austria, mentre la Russia stringe un’alleanza con la Francia. L’unico interesse della Russia era l’area dei Balcani. La Russia voleva uno sbocco verso il mare e quindi intendeva allargare l’area balcanica. Nel 1878, durante il Congresso di Berlino, all'Austria viene concessa l’amministrazione temporanea della Bosnia e della Erzegovina. Nel 1908 questi territori furono ammessi all'Austria.
La Serbia, invece, aspirava a riunire tutti i popoli slavi dell’area balcanica in un unico stato. La Russia si fa portavoce di questa popolazione slava e a un certo punto si trova in contrasto con l’Austria. Per questo ci saranno due guerre nei Balcani: una nel 1912 e una nel 1913 che saranno il preludio della prima guerra mondiale. La guerra del 1912 nasce per togliere all'Impero Ottomano i territori che aveva ancora nei Balcani, mentre la guerra del 1913 nasce a causa di una rivalità tra i paesi balcanici per la spartizione dei territori.

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