Concetti Chiave
- L'imperialismo della seconda metà dell'Ottocento segna un'evoluzione rispetto al colonialismo, con le potenze europee che occupano territori in Africa per motivi economici, ideologici e culturali.
- Le compagnie commerciali non sono più al centro della colonizzazione; i governi europei dirigono le politiche espansionistiche per trovare nuovi mercati al di fuori dell'Europa.
- La politica tedesca cambia sotto Guglielmo II, passando a un approccio aggressivo imperialista e rafforzando le alleanze con l'Austria a scapito della Russia.
- Il conflitto nei Balcani è alimentato dalle aspirazioni nazionali della Serbia e dall'interesse russo, sfociando in due guerre nel 1912 e 1913 che precedono la prima guerra mondiale.
- Durante il Congresso di Berlino del 1878, l'Austria ottiene il controllo temporaneo della Bosnia e dell'Erzegovina, territori strategici nel contesto delle tensioni balcaniche.
L'imperialismo e le potenze europee
Con la seconda rivoluzione industriale, un altro processo importante nella seconda metà dell’Ottocento è costituito dall’imperialismo cioè l'occupazione e conquista di territori in Africa, delle potenze europee. Non si trattava di un fenomeno totalmente nuovo perché nei secoli precedenti il colonialismo ne aveva aperto la strada, presentando però caratteri diversi. Infatti il colonialismo era stato portato avanti dalle compagnie commerciali (che si riferivano a un paese e soprattutto all’Inghilterra) e aveva scopi economici e commerciali: le colonie erano destinate al rifornimento a allo scambio preferenziale di materie prime. Tant’è vero che le zone occupate corrispondevano alle zone costiere, quindi si trattava di controlli legati ai traffici commerciali.
Colonialismo e motivazioni economiche
Il colonialismo di fine Ottocento, che vede coinvolti Francia, Germania, Belgio, Russia, Italia, Stati Uniti, Giappone, cambia progressivamente volto rispetto ai seoli precedenti. Le motivazioni sono sempre di ordine economico ma a queste si aggiungono anche motivazioni di ordine ideologico e culturale. Non sono più le compagnie commerciali che hanno il monopolio commerciale ma sono i governi che indirizzano, per motivi economici, la loro politica nella conquista di territori extraeuropei. La politica espansionistica di vari governi aveva le esigenze di trovare nuovi mercati al di fuori dell’Europa. Inoltre se la prima fase di colonizzazione era stata caratterizzata solo di scambi di tipo economico, adesso col colonialismo di fine Ottocento le potenze europee si spartiscono i territori non tenendo in alcun conto le realtà locali (differenze linguistiche, etniche, culturali). Quindi le potenze europee procedono a una vera e propria occupazione del territorio assumendo, nella forma di protettorati, il controllo di questi territori. Al Belgio venne affidato il Congo che era stato dato a re Leopoldo come dominio personale.
Politica espansionistica e alleanze
Nel 1890 Bismarck, che era stato l’artefice di una politica di equilibrio in Europa, viene allontanato dall’imperatore. Quando sale al trono Guglielmo II la politica tedesca si modifica. Egli inaugura una politica aggressiva imperialista volta a occupare anche territori al di fuori dell’Europa. Da qui parte un rafforzamento dell’apparato industriale e militare. Inoltre quando sale al trono Guglielmo II il trattato con la Russia non viene confermato e la Germania appoggia le iniziative politiche austriache. Dopo l’allontanamento dalla Russia si forma un’alleanza più stretta con l’Austria, mentre la Russia stringe un’alleanza con la Francia. L’unico interesse della Russia era l’area dei Balcani. La Russia voleva uno sbocco verso il mare e quindi intendeva allargare l’area balcanica. Nel 1878, durante il Congresso di Berlino, all'Austria viene concessa l’amministrazione temporanea della Bosnia e della Erzegovina. Nel 1908 questi territori furono ammessi all'Austria.
Tensioni nei Balcani e guerre
La Serbia, invece, aspirava a riunire tutti i popoli slavi dell’area balcanica in un unico stato. La Russia si fa portavoce di questa popolazione slava e a un certo punto si trova in contrasto con l’Austria. Per questo ci saranno due guerre nei Balcani: una nel 1912 e una nel 1913 che saranno il preludio della prima guerra mondiale. La guerra del 1912 nasce per togliere all'Impero Ottomano i territori che aveva ancora nei Balcani, mentre la guerra del 1913 nasce a causa di una rivalità tra i paesi balcanici per la spartizione dei territori.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali differenze tra colonialismo e imperialismo nel contesto europeo del XIX secolo?
- Quali potenze europee erano coinvolte nel colonialismo di fine Ottocento e quali erano le loro motivazioni?
- Come cambiò la politica tedesca con l'ascesa di Guglielmo II?
- Quali furono le conseguenze delle tensioni nei Balcani tra Serbia e Austria?
- Quale ruolo giocò il Congresso di Berlino del 1878 nella situazione balcanica?
L'imperialismo, emerso con la seconda rivoluzione industriale, si distingue dal colonialismo per il fatto che non è più guidato da compagnie commerciali, ma dai governi europei che cercano nuovi mercati e territori, ignorando le realtà locali (come differenze linguistiche e culturali).
Potenze come Francia, Germania, Belgio, Russia, Italia, Stati Uniti e Giappone erano coinvolte, spingendo per motivazioni economiche, ideologiche e culturali, con l'obiettivo di espandere i propri mercati e territori.
Con Guglielmo II, la Germania adottò una politica imperialista aggressiva, abbandonando il trattato con la Russia e formando alleanze più strette con l'Austria, mentre la Russia si alleò con la Francia.
Le tensioni portarono a due guerre nei Balcani nel 1912 e 1913, che furono preludio alla prima guerra mondiale, con la Serbia che aspirava a unire i popoli slavi e la Russia che sosteneva questa causa contro l'Austria.
Durante il Congresso di Berlino, all'Austria fu concessa l'amministrazione temporanea della Bosnia e della Erzegovina, aumentando le tensioni con la Serbia e contribuendo alle rivalità territoriali che sfociarono nelle guerre balcaniche.