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La figura di Hitler e la sua ascesa e accenni alla seconda guerra mondiale


Partecipando alla Grande Guerra, Adolf Hitler entra in contatto (1920) con il Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori e imponendosi sempre più in una Germania divenuta Repubblica di Weimar, con la fondazione delle SA (reparti d’assalto) solo un anno dopo. Questo suo prevalere si manifestò nel colpo di stato (Putsch) avvenuto a Monaco nel novembre 1923. Hitler fu, dunque, arrestato per alto tradimento: scrisse, durante questo periodo, il Mein Kampf.
Fu questo libro a trattare le sue ideologie , così riassumibili:
1. La storia è uno scontro biologico-culturale tra razze dove i forti prevalgono sui deboli;
2. Il principio dell’antisemitismo estremo: gli ebrei sono principio d’inquinamento delle suddette razze: andavano isolati;
3. Lebensraum, ossia lo spazio vitale che spettava alla Germania conquistatrice – solitamente verso Est;
4. Lo scontro con il marxismo (URSS).
Questi iniziali principi furono meglio approfonditi, come il punto 2: all’antisemitismo fu associato l’anticapitalismo – le potenze borghesi (dove gli ebrei rappresentavano la finanza) erano colpevoli della rovina della Germania; a questo concetto fu aggiunto lo schierarsi degli ebrei all’Internazionale marxista (Bolscevichi). Utilizzando il concetto dell’eugenetica fu promossa l’eutanasia per i disabili sia mentali che fisici – in modo da preservare la razza ariana – mentre ebrei ed omosessuali erano mandati nei campi di concentramento.
Grazie a questi principi, Hitler s’ingraziò subito una schiera di fedeli disposti a seguirlo: diventa, così, una figura di leader – anche in partito, dove rappresentava l’estrema destra. Nasce il “mito di Hitler”, il cui motto divenne presto “Heil, Hitler!”.
Una forte base di supporto delle sue idee fu la grande crisi del 1929 , insieme al Diktat di Versailles ed altre faccende interne.
Le elezione del luglio 1932 i nazisti ottengono la maggioranza dei voti: la NSDAP diventa partito politico. In seguito a quelle di novembre il malcontento è così forte da portare Hindenburg nomina Hitler nuovo cancelliere: è l’ascesa dello stato nazista.
Da questo momento il neo-cancelliere inizia ad alternare fasi di violenta repressione selettiva ad altre di una graduale distruzione della legge, dove la paura è la prima arma. Il governo hitleriano si instaura ufficialmente nel 1933.
C’era ancora un nemico: il comunismo. Fortunatamente per Hitler, l’incendio del Reichstag gli permise di varare lo stato d’emergenza, durante il quale si attivarono i campi di concentramento. Non finisce qui: il 23 marzo passa una legge che conferisce i pieni poteri al cancelliere, che poteva essere fermato solo dai partiti politici ; mentre il 20 luglio il Vaticano concorda di non intervenire con lo stato; l’1 settembre si diffonde l’idea di Terzo Reich. Tutto si concluse con la “notte dei lunghi coltelli”, quando, il 30 giugno 1934 furono assassinati i vertici delle SA e la proclamazione di Hitler come nuovo Fuhrer. Fu fondata la Gestapo e le SS, mentre nel 1933 ottiene l’assoluto potere di emanare leggi – come le norme antisemite e le leggi di Norimberga .
La persecuzione degli ebrei divenne durissima, e l’arianizzazione dei territori tedeschi procedeva. Lo Stato si appropriava dei beni e delle ricchezze di questa minoranza, arrivando alla cosiddetta “notte dei cristalli” (novembre ’38) durante la quale furono bombardati i quartieri ebrei e le loro attività. In seguito al “Con viva preoccupazione” di Pio XI gli attaccati furono anche i Cristiani – nacque la campagna anticattolica.
Dopo questa violenta propaganda, in politica estera – dopo l’ignorare il patto di Versailles – Hitler dichiara un patto di non aggressione con la Polonia. Ma il marzo dello stesso anno (1934) è attuato il riarmo del paese, il quale fu “mascherato” dal trattato navale anglo-tedesco . Nel 1936 fu rimitalizzata anche la Renaria. A rafforzare la situazione, la convergenza ideologica tra i due dittatori (Hitler e Mussolini) permise l’affermazione dell’asse Roma-Berlino.
Il sopracitato patto, però, non fu rispettato: nel settembre 1939 la Germania invade e conquista la Polonia. Questo sconsiderato atto fu la scintilla che fece scoppiare la seconda guerra mondiale, che coinvolse numerosi paesi. All’asse Roma-Berlino si unì anche il Giappone mentre, tra gli avversari, furono coinvolti la Gran Bretagna, Russia , Francia e gli Stati Uniti.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, questi decisero di entrare in guerra a causa delle ostilità presenti con le varie nazioni ed in particolar modo con il Giappone, poiché entrambi ritenevano l’altro un ostacolo per l’espansione nel Pacifico. Questo clima di tensione si accentuò quando nel 1937 il Giappone penetrò nel Sud-Est asiatico e qualche anno dopo, nel 1940 instaurarono un governo fantoccio a Pechino oltre ad occupare l’Indocina francese portando l’anno seguente il presidente americano Roosevelt ad ordinare l’embargo delle forniture di petrolio e di rottami di ferro e acciaio al Giappone, a cui seguì anche Churchill , e privando così il Giappone di tutte le sue vitali forniture di petrolio. Fu allora che, il 7 dicembre 1941, il Giappone decise di dichiarare guerra agli Stati Uniti, sferrando una tremenda incursione sulla base americana “Pearl Harbor” . Quest’incursione prese alla sprovvista Roosevelt, il quale decise di schierarsi con gli inglesi e spianò la strada ad una serie di invasioni via mare dei territori americani.
Intanto il percorso espansionistico giapponese continuava: conquistarono la base inglese di Singapore ed occuparono le isole Salomone. Il primo gennaio 1942 Roosevelt volle far firmare la dichiarazione delle Nazioni unite, sulla base della Carta atlantica che stabiliva i principi da seguire in seguito alla caduta del nazismo. Dallo stesso anno le sorti della guerra svolsero a favore degli antinazisti: gli inglesi riconquistarono Cirenaica, seguì la caduta di Tripoli e la resa delle forze italiane. Nel Pacifico, gli americani riconquistarono la superiorità sul Giappone, ottennero varie vittorie nel mar dei Coralli e nelle isole Midway. Nel 1943 americani ed inglesi si incontrarono alla conferenza di Casablanca, dove si decise di attaccare uno dei Paesi Cardine dell’Asse, ovvero l’Italia, ed il 10 luglio 1943 il generale George Patton effettuò lo sbarco in Sicilia. Qualche mese prima, a gennaio, sul fronte russo iniziò la ritirata dei tedeschi, i quali tentarono un ultimo scontro a Kursk, ma venendo nuovamente sconfitti.
Dopo altre numerose battaglie perse dalla Germania e dai suoi alleati, Hitler, insieme ad Eva Braun , si suicida in un Bunker situato a Berlino. Fu seguito da molti altri suoi seguaci.
In seguito al bombardamento di Hiroshima e Nagasaki da parte degli USA, anche il Giappone dichiara la sua resa. L’Italia, ormai, era già sconfitta.
Il 18 ottobre 1945, con il processo di Norimberga, si conclude la seconda guerra mondiale.
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