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GULAG:
sono campi di lavoro. Stalin e l'unione sovietica hanno vinto la seconda guerra mondiale, da una parte i lagher tedeschi sono molto noti perché la Germania è stata sconfitta, avesse vinto la Germania probabilmente ne avremmo avuto poca coscienza, non così completa e negativa, Stalin e l'URSS hanno vinto la 2° guerra mondiale e quindi tutto questo hanno cercato di tenerlo molto nascosto, era poco noto. Nel 1953 muore Stalin, chi sale al potere dopo è Kruscev (56-64) che denuncia pubblicamente i crimini di Stalin e i gulag stessi scompaiono, ritornano negli anni di Breznev non nella forma staliniana, negli anni 64-82, non ci sono gulag ma sistemi molto severi. I campi sovietici non sono di sterminio, sono di lavoro, il loro obiettivo era avere una manodopera schiava che potesse estrarre carbone, costruire ferrovie, nei posti più impervi, il più famoso dei gulag è Colima, si trova nel circolo polare artico a confine con l'Oceano Pacifico, quindi molto a nord con un clima freddissimo, quelli condannati non tornavano più. C'è differenza con i lagher perché dal 42 in poi diventano di sterminio, prima non lo erano, questi non avevano l'obiettivo di sterminare, ma le persone morivano lo stesso, di malattie, per il freddo, per la scarsa alimentazione. Un importante storico tedesco Nolte (o qualcosa del genere) ha sostenuto negli anni 90 la tesi molto discussa che i lagher tedeschi siano stati costruiti ad imitazione di quelli sovietici, cioè che Hitler abbia costruito sia i lagher, sia la polizia politica ad imitazione di quelli sovietici, è una tesi discussa, ma si può prendere in considerazione. I lagher sovietici sono stati costruiti sull'imitazione di quelli zaristi, la polizia segreta di Lenin è stata costruita su quella precedente che era dello zar.

Dal 28 in poi si abbandona la NEP e inizia la politica nuova che è quella detta dei "piani quinquennali", quando ormai Stalin ha consolidato il proprio potere, inizia una politica economica nuova, che abbandona completamente la NEP ed è la politica dei piani quinquennali. Vengono riportarti a pagina 228 dal 28 al 41 le date dei tre piani quinquennali, questa politica era caratterizzata dal fatto che nelle campagne finisce la NEP e si fa quello che aveva inizialmente pensato Trotskj, cioè vengono costruite delle aziende agricole di stato, i sovchoz e kolchoz. Quindi eliminato Trotskj inizia la fase cosiddetta dell'economia pianificata, viene così detta perchè si basa su dei piani quinquennali che venivano stabiliti dal centro, da Stalin e dal gruppo dirigente e poi venivano applicati in modo rigoroso a tutte le repubbliche che formavano l'Unione sovietica, qui i gruppi dirigente suddividevano i compiti delle singole province fino ad arrivare alla singola industria che aveva in questo piano quinquennale gli obiettivi produttivi che doveva ottenere, se non li otteneva i suoi dirigenti potevano andare incontro a gravi conseguenze, non ultimo la deportazione nei gulag, molti dei deportati nei gulag sono magari operai che non hanno fatto il lavoro, a giudizio dei dirigenti, o i dirigenti stessi a giudizio dei loro capi e via in una gerarchia a salire. Si passa da economia della NEP basata sulla iniziativa privata, all'economia di piano, pianificata dal centro in cui si applica a proposito dell'agricoltura le idee che erano di Trotskj. Per realizzare tutto questo bisognava però far fuori tutti quei contadini che si erano arricchiti negli anni della NEP, i kulaki, quindi c'è la persecuzione lo sterminio dei kulaki, il 27 dicembre del 29 Stalin ordinò di eliminare i kulaki in quanto classe, in quanto classe vuol dire tutti quanti oppure togliere solo la classe sociale ma salvare gli individui? L'interpretazione sarà tutti quanti.
Molti verranno deportati nei gulag, molti lasciati morire di fame, perché le regioni popolate, soprattutto questo avviene in Ucraina, vengono circondate, private di ogni mezzo di sussistenza e lasciati morire di fame. Tutto questo determina carestie come quella del 32-33 che fece circa 5 milioni di morti.
Parallelamente all'agricoltura anche lo sviluppo dell'industria viene pianificato, il grande potere di Stalin si realizza proprio in questo. C'è un fenomeno molto famoso che è quello dello Stakanovismo, Stakanov è un operaio russo, un minatore russo, che un giorno avrebbe estratto una quantità di carbone esorbitante tipo 13 volte la media degli operai, Stakanov è diventato il simbolo dei cosiddetti Eroi del Lavoro: gli stipendi dei russi negli anni 30 erano molto bassi, gli operai, minatori avevano stipendi molto bassi, potevano ottenere incremento salariale solo se facevano più del dovuto, una sorta di straordinario, in funzione di questo riceveva uno stipendio maggiore. Gli eroi del lavoro erano coloro che erano riusciti nell'impresa eccezionale di estrarre quantità enormi di carbone, costruire muri da soli. Tutto questo corrisponde ad un enorme sfruttamento della manodopera, ma gli eroi del lavoro con Stakanov e altri che avevano successo, diventavano delle star del sistema sovietico, venivano strapagati, diventavano eroi del lavoro. Il primo maggio le loro gigantografie venivano esposte. Quindi lo stakanovismo corrisponde ad uno sfruttamento molto intensivo della manodopera. Accanto a questo c'è un altro fenomeno simile che è il culto della personalità, con Stalin e si erano già avuti segnali con la mummificazione di Lenin, si costruisce una sorta di culto religioso per la figura di Stalin che viene raffigurato come il padre della patria. Oppure c'erano molti ritratti di Stalin con bambini in braccio o che guidava i soldati alla vittoria, l'arte degli anni sovietici era detta il Realismo Socialista, esaltava lavoro, imprese militari. Stalin diventa infallibile, diventa il padre del comunismo. Quando compiva gli anni, tutti i comunisti del mondo gli mandavano un regalo, negli anni 50 ci sono fotografie di stanze intere piene di regali che i comunisti, povera gente, gli mandavano nel giorno del suo compleanno. Non c'era una nozione di chi era Stalin, ma ciò che appariva Stalin, si è creato un immaginario molto differente dalla realtà che era di un popolo che si era liberato dalle sue catene e Stalin era chi le aveva spezzate.
Quando Stalin è morto nel 53 è stato pubblicamente pronunciato l'elogio funebre al parlamento italiano.

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