Concetti Chiave
- L'espansione degli Stati Uniti tra Ottocento e Novecento ha portato alla trasformazione delle 13 colonie in 31 stati, iniziando con l'acquisto della Louisiana nel 1803.
- La scoperta dell'oro in California nel 1849 ha innescato una massiccia migrazione verso ovest, facendo crescere la popolazione di San Francisco da 812 a 35.000 abitanti in un anno.
- La conquista del West ha evidenziato le differenze tra Nord, Sud e Ovest, con il Nord industrializzato e il Sud basato sulla schiavitù, causando conflitti sociali e politici.
- La Guerra di Secessione (1861-1865) ha portato alla vittoria del Nord e all'abolizione della schiavitù, ma la segregazione razziale è continuata in molti stati.
- Dopo la guerra civile, le guerre indiane hanno portato alla sconfitta dei pellerosse e all'affermazione di un'economia americana in espansione, guidata da imprenditori senza scrupoli.
Indice
L'espansione territoriale degli Stati Uniti
Fra Ottocento e Novecento, la grande corsa all'industrializzazione vede l'esordio degli Stati Uniti. In poco più di un secolo le 13 ex colonie sono diventate 31 stati e questo ampliamento è iniziato nel 1803, quando il presidente Jefferson ha ottenuto da Napoleone Bonaparte di poter acquistare la colonia francese della Louisiana. Due funzionari sono stati incaricati di esplorare i territori sconosciuti della nuova regione e di spingersi ancora oltre, fino alle spiagge del Pacifico. Al loro ritorno hanno raccontato di aver attraversato 6000 km terre vergini e ricchissime: e il Far West e ha inizio la sua conquista.
La conquista del West e la febbre dell'oro
Nel 1848 gli Stati Uniti muovono guerra al Messico e si appropriano della California dove, un anno dopo, viene scoperto un filone aurifero che scatena la febbre dell'oro. I cercatori arrivano da ogni parte e le navi attraccano nella baia di San Francisco, che in un anno passa da 812 a 35000 abitanti. La conquista del West viene completata da Pionieri che, a partire dal 1849, si muovono da est a ovest in cerca di terre da coltivare. Sulla scia di tutti questi eventi diventa chiaro che è necessario collegare le due coste e nel 1869 si realizza l'unione ferroviaria degli Stati Uniti. Nel frattempo le grandi compagnie ferroviarie hanno ottenuto una legge chiamata Homestead Act che ha permesso loro di impadronirsi determinate porzioni di territorio, rivenduto e poi a prezzi esorbitanti.
La divisione sociale e la Guerra di Secessione
Con la conquista del West si delineano tre diverse società corrispondenti a tre diverse zone del paese. Il nord è ricco e industrializzato; il sud si basa sulle grandi piantagioni dove lavorano 4 milioni di schiavi neri; l'ovest vive di agricoltura, allevamenti e commerci. Il problema della schiavitù diventa motivo di scontro fra gli abolizionisti del Nord e latifondisti del Sud, che vorrebbero estenderla anche gli stati dell'ovest. Quando, nel 1860, diventa presidente degli Stati Uniti il abolizionista Abramo Lincoln, i 13 stati del sud temono che voglia vietarla ovunque e l'anno successivo fondano la confederazione degli Stati d'America uscendo dall'Unione.
La Guerra di Secessione, che dura dal 1861 al 1865, vede la sconfitta del sud e Lincoln proclama l'abolizione della schiavitù su tutto il territorio americano, anche se, in molti stati, i neri continueranno ad essere vittime di una dura politica di segregazione razziale.
Le guerre indiane e il decollo economico
Uscito dalla guerra civile, il governo decide di mettere fine alla questione indiana. Da tempo l'avanzata dei pionieri ha costretto i pellerosse a trasferimenti in massa in territori sempre più ristretti, impegnando lì in scontri sanguinosi che hanno determinato uno spaventoso calo demografico nelle loro tribù. Tra il 1860 e il 1890 questi scontri si trasformano in vere e proprie guerre di sterminio che prendono il nome di guerre indiane. Il massacro di Wounded Knee del 1890 segna la vittoria finale degli americani e i pellerosse sopravvissuti vengono chiusi nelle riserve. Per i bianchi americani inizia il decollo economico che porterà la Nazione ad assumere un ruolo di primo piano tra le grandi potenze mondiali. Protagonisti di tale crescita sono centinaia di imprenditori, affaristi e avventurieri, definiti baroni della rapina, che agiscono solo in nome del profitto. E si rispecchiano il mito del self-made man al quale si contrappone il mito dei pionieri, i coraggiosi e onesti colonizzatori del West, ed entrambi i miti entrano a far parte integrante della mentalità americana.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'inizio dell'espansione territoriale degli Stati Uniti?
- Come ha influenzato la febbre dell'oro la crescita della California?
- Quali erano le differenze sociali tra le diverse regioni degli Stati Uniti durante il periodo della Guerra di Secessione?
- Qual è stato l'esito della Guerra di Secessione e le sue conseguenze?
- Come hanno influito le guerre indiane sullo sviluppo economico degli Stati Uniti?
L'espansione è iniziata nel 1803 con l'acquisto della Louisiana da Napoleone Bonaparte, che ha permesso agli Stati Uniti di esplorare e conquistare nuovi territori, dando avvio alla conquista del Far West.
La scoperta di un filone aurifero in California nel 1849 ha attirato migliaia di cercatori, facendo aumentare la popolazione di San Francisco da 812 a 35.000 abitanti in un anno, accelerando così la conquista del West.
Il Nord era industrializzato e ricco, il Sud si basava sulle piantagioni con schiavi, mentre l'Ovest viveva di agricoltura e commercio, creando tensioni sociali e politiche, specialmente riguardo alla schiavitù.
La Guerra di Secessione (1861-1865) ha portato alla sconfitta del Sud e all'abolizione della schiavitù da parte di Abramo Lincoln, anche se la segregazione razziale è continuata in molti stati.
Le guerre indiane, culminate con il massacro di Wounded Knee nel 1890, hanno portato alla sottomissione dei pellerosse e hanno aperto la strada a un decollo economico per gli americani, favorendo l'emergere di imprenditori e affaristi.