La crisi di Fashoda del 1898 ha fatto scoppiare la cosiddetta "guerra boera". Ne sono causa i disegni di espansione coltivati dal Primo Ministro della colonia britannica del Capo (vale a dire del Sudafrica), che è Cecil Rhodes (1853-1902), il quale fra l'altro è direttore della compagnia diamantifera De Beers impegnata nell'estrazione dei diamanti sudafricani. Sin dal 1895 per iniziativa di Rhodes, i britannici hanno occupato un vasto territorio che viene ribattezzato Rhodesia. Il territorio si trova a nord dello stato del Transvaal e dello Stato Libero di Orange, due Stati indipendenti, controllati da una popolazione di origine olandese, i boeri (termine che in origine significava "contadini"); i boeri hanno creato questi due Stati liberi dopo essere fuggiti negli anni Trenta-Quaranta dell'Ottocento dalla colonia del Capo, caduta sotto il comando britannico. Dal 1886 nel Transvaal sono stati scoperti ricchi giacimenti d'oro, che hanno attirato commercianti e trafficanti inglesi a cui il governo del Transvaal ha riservato peraltro una dura accoglienza, non concedendo loro il diritto di voto e tassando pesantemente le loro attività commerciali.

Rhodes, Per proteggere imprenditori e commercianti britannici e sfruttare le ricchezze del Transvaal, vorrebbe inglobare gli Stati boeri in un unico territorio posto sotto il controllo britannico: per questo nel 1895 organizza una spedizione nel Transvaal, che tuttavia fallisce. L'insuccesso costringe Rhodes alle dimissioni da Primo Ministro della Colonia del Capo, ma ciò non attenua le tensioni tra boeri e autorità britanniche perché i britannici continuano a sostenere economicamente e finanziariamente iloro connazionali che cercano di fare affari nel Transvaal.
Nel settembre del 1899 scoppia la guerra tra il Regno Unito e i due Stati boeri. Il governo britannico è convinto che combattere contro due piccoli stati di agricoltori e allevatori sia una passeggiata. Il calcolo si rivela sbagliato. La guerra è dura e si protrae piuttosto a lungo, dal 1899 al 1902. Nella sua parte finale ovvero dal 1900 al 1902, dopo che gli inglesi hanno conquistato le capitali dei due Stati dell'Orange e del Transvaal, i boeri non ancora del tutto sconfitti, continuano a resistere con azioni di guerriglia. Per stroncarle l'esercito britannico compie azioni di grande brutalità: e così vengono eseguite molte esecuzione sul campo durante le quali si giustiziano prigionieri boeri accusati (fondatamente o meno) di spionaggio, le fattorie boere vengono distrutte, le famiglie che vivevano sono deportate e chiuse nei primi campi di concentramento della storia. Le condizioni alimentari e sanitarie dei campi sono disastrose: in due anni vi muoiono da 20.000 a 28.000 boeri (la maggior parte dei quali a meno di 16 anni) e almeno 15.000 africani.
Nel 1902 infine viene raggiunto un accordo. La guerra è costata le morti di 22.000 soldati britannici e di 7000 combattenti boeri, più i morti nei campi di concentramento. Transvaal e Orange sono inglobati nell'unione sudafricana, che nel 1910 acquista lo "status di dominion britannico" cioè di territorio dotato di ampie autonomie dal governo di Londra, sebbene resti sottoposto all'autorità della Corona britannica per quanto riguarda politica estera e guerra. Al suo interno la maggior parte dei boeri, cui vengono riconosciuti i pieni diritti di cittadinanza, si integrano nella vita politica, pur dando vita a raggruppamenti politici autonomi, le popolazioni africane invece sono sistematicamente discriminate. Del resto il motivo essenziale per cui l'Unione acquista lo "status di dominion" è che essa è dominata da popolazioni bianche. Ed è per questo stesso motivo che un analogo statuto è stato concesso anche l'Australia nel 1901 e al Canada sin dal 1867. I tre territori formano la 'Federazione imperiale britannica'.

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