1873-1896: crisi di sovrapproduzione del regime capitalistico. Il capitalismo divenne l'economia di carta (le azioni diventarono scommesse, investendo troppo rispetto all'economia reale) e non l'economia reale (la gente vuole avere beni duraturi).
1924: crisi di sovrapproduzione che si ripete ciclicamente causata:
-dal taylorismo, un'organizzazione iperazionale del lavoro che faceva esplodere la professionalità operaia;
-dell'innovazione tecnologica che ha favorito un minor lavoro.
Inoltre in questo periodo vi è l'agevolazione del credito con prestiti alla piccola borghesia e agli operai.
24 Ottobre 1929: "Giovedì nero" di New York; in 1 giorno furono scambiati 13 milioni di titoli a prezzo ribassato. Per uscire dalla crisi i governi elevarono barriere protezionistiche. Gli Stati Uniti alzarono le tariffe doganali paralizzando le esportazioni; la Gran Bretagna vide il commercio internazionale paralizzato e la Germania affrontò l'inflazione.

Nel 1932 fu eletto presidente il democratico Franklin Delano Roosevelt, il cui progetto prevedeva:
-la convinzione che il rilancio dell'economia fosse possibile non sostenendo i prezzi per sostenere i profitti, ma sostenendo il mercato, ossia rilanciando la domanda interna con interventi sociali per rimuovere la miseria;
-la messa sotto controllo del sistema bancario per impedire le speculazioni borsistiche.
Nel 1933 iniziò negli Stati Uniti il New Deal (nuovo corso) che fondava la ripresa economica sulla redistribuzione del reddito attraverso un piano di lavori pubblici, le libertà sindacali e le misure di protezione sociale con conseguente ripresa produttiva, aumento della domanda interna e aumento dell'occupazione.
Dopo la crisi durata fino al 1939 ci furono licenziamenti e riduzione di produzione.

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