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I Trattati di Rapallo e di Locarno

Subito dopo la fine della Prima Guerra mondiale i rapporti tra Germania e Unione Sovietica furono eccellenti. Entrambe erano uscite sconfitte da conflitto, avevano subito pesanti mutilazioni ed erano guardate con sospetto dalle grandi potenze europee.
Nel 1922 Germania e URSS siglarono dunque il trattato di Rapallo, un accordo che prevedeva:
- l’attivazione di un regolare commercio tra le due nazioni;
- L’impegno della Germania a non partecipare ad un’eventuale crociata antibolscevica;
- All’esercito tedesco era consentito l’addestramento clandestino in territorio russo con tutte quelle armi che erano state vietate alla Germania attraverso il Trattato di Versailles.
Questo trattato partiva dal presupposto che il principale nemico delle due nazioni fosse la Polonia.
1 dicembre 1925: il cancelliere tedesco Stresemann siglò un patto con la Francia che prevedeva la cessione dell’Alsazia e della Lorena ma che garantiva dei rapporti pacifici con questa grande potenza. Inoltre, il trattato taceva sui confini orientali della Germania. Un altro punto fondamentale del trattato prevedeva l’ingresso della Germania nella Società delle Nazioni, un organismo internazionale fortemente voluto alla fine del primo conflitto mondiale dall’allora presidente americano Wilson. Gli stati membri si impegnavano a mantenere, mediando qualora fossero sorti dei problemi.

Nel 1925 la Germania entra a pieno titolo nella Società, metafora del fatto che non è più considerata un pericolo.
Ma, nel 1931, il Giappone mise in discussione l’equilibrio politico mondiale occupando la Manciuria. La società delle nazioni condannò questa azione, tanto che il Giappone, irritato, decise di uscirne; ma, di fatto, non fu capace di far nulla, eccetto un rimprovero formale.
La politica estera tedesca negli anni 1933-1936
Nel 1933 dopo il trionfo del nazionalsocialismo in Germania, Hitler decise di troncare la collaborazione con l’URSS, convinto che questo fosse il vero nemico tedesco e che proprio lì andava cercato lo spazio vitale per la Germania.
Il 23 gennaio 1934 la Germania e la Polonia siglano un patto di non aggressione.
Dopo la caduta dell’impero asburgico, l’Austria aveva chiesto di essere annessa alla Germania secondo il principio di nazionalità, ma la richiesta fu respinta, poiché l’Austria fungeva un importante ruolo di cuscinetto tra Italia e Germania.
Il 25 luglio 1934 i nazisti austriaci tentarono un colpo di stato, assassinando il cancelliere Dollfuss, contrario all’unione con la Germania. Mussolini, amico di Dollfuss e contrario al colpo di stato, minaccio di intervenire militarmente.
Gennaio 1935: Hitler ottenne un grande successo quando gli abitanti della Saar votarono, attraverso un referendum popolare, a favore dell’annessione alla Germania.
Marzo 1935: Hitler ripristina la coscrizione obbligatoria
Aprile 1935: i governi francesi, inglesi e italiani decisero di mantenere stabili i confini europei, che Hitler voleva modificare. (Conferenza di Stresa)
Maggio 1935: Hitler ripudiò le clausole del trattato di Versailles.

La politica estera tedesca negli anni 1937- 1938
25 novembre 1936: Patto anti-Cominter fra Germania e Giappone. Hitler contava di allearsi l’Inghilterra, ma, fallito questo tentativo, scelse come soluzione di ripiego l’Italia, che fu accolta il 6 novembre 1937.
L’ostacolo principale per i progetti hitleriani era comunque la Francia, che si poneva come difensore degli accordi presi a Versailles, mentre l’Inghilterra si dimostrò disponibile ad una revisione dei confini tedeschi, a patto che ciò non alterasse l’equilibrio europeo (primo ministro Chamberlain)
13 marzo 1938: annessione dell’Austria (Anschluss).
29 settembre 1938: alla Conferenza di Monaco partecipano Germania, Italia, Francia e Gran Bretagna. In quest’occasione viene deciso che la Cecoslovacchia dovesse cedere alla Germania la regione dei Sudeti, popolata prevalentemente da tedeschi.

Marzo 1939: Hitler occupa la Boemia e la Moravia. La Slovacchia si dichiara collaborazionista.

Il Patto di non aggressione russo-tedesco
Hitler propose alla Polonia di entrare a far parte del patto anti-comintern, ma, quando questa, il 26 marzo 1939, rifiutò categoricamente, Hitler decise di cancellarla come entità statale.
Hitler si ritrovò dunque costretto ad appoggiarsi all’Italia, con la quale firmò, il 22 maggio 1939, un’alleanza militare, il Patto d’Acciaio.
Il 23 agosto 1939 Hitler decise di proporre un patto di non aggressione a Stalin, che, risentito per non esser stato invitato alla conferenza di Monaco, accettò subito. L’accordo, firmato dai due ministri degli esteri Ribbentrop e Molotov, fu accompagnato da un protocollo segreto, il quale stabiliva che, in caso di occupazione della Polonia, le due Potenze si sarebbero spartiti i territori.

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