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Codice civile


Dopo la nascita dell'impero e il passaggio in secondo piano della validità del testo costituzionale francese, ora ad affermare che la legge è al di sopra di tutto, nonchè l’importanza dell’individuo politico, economico e sociale, oltre che i diritti dei cittadini, è ora il Codice civile, che li certifica e definisce nell’uguaglianza formale. Tale codice si inquadrata in una società alla cui base sta la visione e la garanzia del diritto dell’individuo borghese, di cui la legge preserva la proprietà, la capacità di iniziativa anche autonoma in campo economico e sociale. Non conta più tanto la libertà, cavallo di battaglia di tutto il movimento rivoluzionario a partire dalle carte costituzionali del 1791, ma l’assicurazione al cittadino che tutti sono uguali di fronte alla legge e che quindi si può agire in campo civile ed economico sicuri di essere tutelati nell’azione, ma non nella libertà. La Costituzione viene modificata e stravolta anche in modi molto semplici, permettendo passaggi dalla Repubblica all’Impero, cambiando radicalmente le istituzioni, fino a giungere ad una forma apparente di democrazia che si rivela essere invece una monocrazia, con il potere tecnicamente anche se non formalmente nelle mani di un solo uomo, Napoleone Bonaparte. Sono trasformazioni enormi che nessuna costituzione può sopportare, quindi la società rimane civile, non si politicizza e non diventa Stato.
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