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La fase europea della seconda guerra mondiale


Dal settembre del 1939 al giugno del 1941, la guerra fu caratterizzata dalle vittorie della Germania che aveva a lungo preparato la guerra. Le operazioni belliche si svolsero:
All’est, con una guerra-lampo contro la Polonia, divisa fra tedeschi e russi (caduta di Varsavia il 28 settembre). I russi si rivolsero contro la Finlandia e ne occuparono alcuni territori strategici;
All’ovest, con la costituzione di un fronte franco-tedesco, che restò quasi immobile nei primi mesi di guerra e fu poi travolto rapidamente dalle divisioni corazzate tedesche nel maggio 1940, subito dopo l’occupazione germanica delle neutrali Danimarca e Norvegia.
L’offensiva tedesca in Occidente era ancora una volta passata su territorio neutrale: Belgio e Olanda erano stati occupati in 48 ore. Le truppe inglesi in Francia riuscirono ad imbarcarsi a Dunkerque e a raggiungere la Gran Bretagna, mentre la Francia si avviava alla capitolazione. Mussolini, timoroso di non partecipare alla vittoria, dichiarò allora guerra alla Francia, nonostante l’impreparazione dell’esercito e il desiderio di neutralità della maggioranza del paese (10 giugno). Alla fine di giugno la Francia segnava l’armistizio con la Germania e con l’Italia, ma il generale De Gaulle annunciava da Londra la continuazione della resistenza francese e raccoglieva intorno a sé le forze coloniali. Nonostante le rapide e spettacolari vittorie hitleriane, l’Inghilterra rimaneva invincibile; invano Hitler sottopose l’isola a massicci bombardamenti e ricorse alla guerra sottomarina, gli inglesi non piegarono e cercarono alleati. Intanto la Germania portava la guerra in Africa e le sue divisioni dilagavano in Europa (alleanza con Ungheria, Romania, Bulgaria, invasione della Jugoslavia e della Grecia, inutilmente attaccata dalla Italia.
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