Video appunto: Fascismo – Dissenso passivo, Fuoriusciti e Oppositori

Fascismo – Dissenso passivo, Fuoriusciti e Oppositori



Il fascismo godeva di un largo consenso nella società italiana; però questo era un consenso passivo, che non dipendeva da una scelta volontaria, ma era il risultato di un’opera di politicizzazione della società.
Lo slogan del fascismo era “Credere, Obbedire, Combattere”: credere come atto di fede, obbedire come atto gerarchico di chi si sottomette all'autorità del corpo, e combattere come azione violenta.


La corruzione e inefficienza del partito fascista era spesso motivo di critica e di contestazione popolare. Tuttavia il Capo era sacro, e se qualcosa non funzionava non era colpa del Duce, ma della burocrazia di partito.
In questo periodo si manifestò la resistenza operaia che suscitò l’ira di Mussolini, e mostrò come il movimento socialista fosse stato battuto ma non sradicato.

Dopo l’emanazione delle leggi fascistissime, molte forze democratiche scelsero la via dell’esilio, perché capirono che non potevano più svolgere un ruolo utile all'interno del Paese.
Parigi divenne la capitale del fuoriuscitismo e divenne la sede della “Concentrazione Antifascista”.

Oltre al fuoriuscitismo, in Italia continuò ad esistere un’opposizione politica clandestina composta da comunisti. Uno degli obiettivi principali dei comunisti era quello di entrare negli organismi di massa del fascismo per recuperare i cosiddetti “fratelli in camicia nera”; un altro obiettivo dei comunisti era anche quello di mantenere una rete cospirativa capace di animare, in futuro, la riscossa antifascista.
Però, molti militanti comunisti caddero vittime dell’OVRA, la polizia segreta fascista; molti altri furono uccisi, oppure arrestati, o altri ancora furono spediti al “confino di polizia”.
Negli anni Trenta, l’esempio comunista fu seguito dal partito “Giustizia e Libertà”, che si ispirava ai valori del socialismo liberale.