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Concetti Chiave

  • I trattati di pace post Prima Guerra Mondiale assegnarono all'Italia la penisola d'Istria, ma Fiume divenne parte della Iugoslavia, alimentando il malcontento tra i nazionalisti italiani.
  • Gabriele D'Annunzio, nel settembre 1919, occupò Fiume proclamandone l'annessione all'Italia, sfidando le decisioni del governo italiano con un atto di ribellione popolare.
  • Nonostante l'occupazione di D'Annunzio, il governo italiano scelse di non intervenire immediatamente, sperando che la situazione si risolvesse da sola.
  • La questione di Fiume venne risolta nel novembre 1920 da Giovanni Giolitti con il trattato di Rapalllo, che stabilì Fiume come stato libero e indipendente.
  • L'impresa di Fiume mise in evidenza la debolezza dello stato italiano, incapace di fermare un piccolo gruppo di rivoltosi per oltre dieci mesi.

Quali sono le conseguenze della prima guerra mondiale?

Dopo la prima guerra mondiale, i trattati di pace assegnarono all'Italia la penisola d'Istria, ma non il porto di Fiume che pur avendo la maggioranza della popolazione Italiana entrò a far parte della Iugoslavia. Fu coniato allora lo slogan "vittoria mutilata" e i nazionalisti italiani scatenarono una campagna accusatoria sia contro gli alleati, colpevoli di aver imposto all'Italia condizioni umilianti sia contro i politici italiani, colpevoli di averle accettate.

L'occupazione di Fiume da parte di D'Annunzio

Di queste idee e di questi sentimenti si fece interprete il poeta Gabriele D'Annunzio, che già durante la guerra si era distinto per le sue imprese spericolate. Nel settembre 1919, a capo di un piccolo corpo di volontari, egli occupò la città di Fiume, proclamò l'annessione all'Italia e si istituì il governo provvisorio del Quarnaro (il Quarnaro era il golfo su cui si affaccia il Fiume). La presa del Fiume, in aperto contrasto con le decisioni dei governanti italiani, era un atto di ribellione con cui lo stato avrebbe dovuto porre fine immediatamente. Ma D'annunzio era un poeta famoso, un eroe di guerra che godeva di grande popolarità. Perciò si preferì prendere tempo, sperando che la repubblica del Quarnaro si esaurisse spontaneamente.

La risoluzione della questione di Fiume

La questione di Fiume fu risolta da Giovanni Giolitti solo nel novempre 1920: egli firmò con la Iugoslavia il trattato di Rapalllo che faceva della città uno stato libero e indipendente. L'impresa di Fiume fallì ma mostrò tutta la debolezza dello stato italiano, tenuto in sacco per oltre dieci mesi da una piccola banda di rivoltosi, guidati da un capo capace di entusiasmare e trascianre le folle.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze della prima guerra mondiale per l'Italia riguardo a Fiume?
  2. Dopo la prima guerra mondiale, l'Italia ottenne la penisola d'Istria, ma non il porto di Fiume, che entrò a far parte della Iugoslavia, scatenando il malcontento tra i nazionalisti italiani e il concetto di "vittoria mutilata".

  3. Chi fu Gabriele D'Annunzio e quale ruolo ebbe nell'occupazione di Fiume?
  4. Gabriele D'Annunzio, poeta e eroe di guerra, guidò nel settembre 1919 un corpo di volontari nell'occupazione di Fiume, proclamando l'annessione all'Italia e istituendo un governo provvisorio, in contrasto con le decisioni italiane.

  5. Come si risolse infine la questione di Fiume?
  6. La questione di Fiume fu risolta da Giovanni Giolitti nel novembre 1920 con il trattato di Rapalllo, che dichiarò Fiume uno stato libero e indipendente, evidenziando la debolezza dello stato italiano di fronte a una piccola banda di rivoltosi.

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