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Fascismo – Controllo dell’informazione



Un aspetto della formazione e del consolidamento del regime fascista fu la gestione dell’informazione e della comunicazione con l’opinione pubblica.
Uno dei primi interventi di fascistizzazione della stampa fu l’inserimento nelle redazioni di giornalisti amici e l’esercizio di pressione sulle direzioni, affinché fossero licenziati quei giornalisti che mantenevano una libertà di giudizio sconveniente.


Nel 1926, con la promulgazione delle “leggi fascistissime” il “Popolo d’Italia” divenne il giornale ufficiale del regime.

Il controllo della stampa serviva a manipolare la realtà e a costruire l’immagine di un paese rinnovato ed entusiasta.
Venivano ignorate tutte le notizie di cronaca nera che potessero mettere in discussione la grandezza del regime. I suicidi, i furti, gli omicidi, la disoccupazione vennero oscurati per far passare l’immagine di un Paese sano, sicuro, ordinato e disciplinato.

Venne istituito l’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche (EIAR), un istituto finalizzato alla propaganda di massa nelle scuole, nei teatri e in tutti gli edifici pubblici. In ogni luogo vennero montati degli apparecchi radiofonici per consentire alla voce del Duce di raggiungere ogni italiano.