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La prima guerra mondiale aveva lasciato l’Europa stremata per lo sforzo compiuto e pesantemente indebitata, in particolare con gli Stati Uniti. Oltre ai morti e alle distruzioni, si aggiungevano dunque le difficoltà economiche, che generarono ovunque un profondo malessere sociale. In Italia tali effetti furono particolarmente gravi perché misero in evidenza gli squilibri già presenti nel tessuto economico e sociale. Nel periodo della guerra tutte le risorse economiche erano state impiegate nell’industria pesante (armi, mezzi di trasporto, munizioni etc.) , concentrata nel triangolo Milano-Torino-Genova. Dopo il 1918 seguirono violente insurrezioni operaie provocate dai numerosi licenziamenti compiuti dagli imprenditori, i quali a loro volta erano in crisi. Questo periodo di insurrezioni fu chiamato “Biennio rosso” (1919-1920). Intanto la situazione politica in Italia era molto frammentata e nessun politico riusciva ad elaborare un piano per fermare queste rivolte (che di conseguenza ostacolavano la produzione industriale dell’Italia, e quindi, lo sviluppo economico e la ripresa in sé). Questo momento storico (biennio rosso) permise a Benito Mussolini (ex socialista espulso dal Partito Socialista Italiano (PSI) per le sue idee troppo estremiste) di guadagnare molta forza e consensi da parte degli imprenditori e di farsi conoscere nell’ambiente politico e sociale. (COME FA?) Mussolini nel 1919 creò le “squadre d’azione” (nascita dello squadrismo) ovvero gruppi di giovani/uomini armati dediti alla violenza. Gli squadristi (componenti squadre d’azione) vennero utilizzati da Mussolini per fermare le rivolte operaie attraverso la violenza e la paura, e anche se i suoi metodi furono contestati i politici e la classe dirigente li trovò efficaci (NB .consenso anche del governo). L’avvento del fascismo in Italia però si ebbe nel 1921 quando il governo decise di tenere nuove elezioni: Giolitti (liberale) voleva aumentare il proprio potere e scelse di creare un’alleanza con i cattolici e i fascisti, ma ciò non porterà altro che l’entrata dei fascisti in Parlamento (fascisti entrano ufficialmente in politica) Novembre 1921 Mussolini cambia il nome del suo movimento da “Fasci di combattimento” a “Partito nazionale fascista”. Fiero di come stesse andando la sua scalata sociale e consapevole di aver raggiunto una certa forza, Mussolini organizzò un colpo di stato mobilitando tutte le forze fasciste in Italia verso Roma. (NB. Coinvolgimento di re Vittorio Emanuele lll all’ascesa del fascismo) Ovviamente un colpo di stato del genere sarebbe stato annientato facilmente dalle truppe del re, ma inspiegabilmente (tutt’oggi non si sa perché) Vittorio Emanuele lll al momento dell’ingresso delle forze fasciste a Roma, non dichiarò lo “stato di guerra”= non fermò le camicie nere fasciste.  NB. Il colpo di stato di Mussolini venne chiamato “La marcia su Roma”. La marcia su Roma sarà l’evento con cui Mussolini prenderà effettivamente il potere, prendendosi la carica di Presidente del Consiglio!

Fascismo


Si caratterizzò come un movimento nazionalista, autoritario e totalitario. L'ideologia di questo movimento era rivoluzionaria e reazionaria. È considerato come anticapitalista, e populista sul piano ideologico, promotore della proprietà privata e della divisione della società in classi. Trovò i suoi precursori negli anni precedenti alla prima guerra mondiale, nel movimento artistico del futurismo (il cui ispiratore, Filippo Tommaso Marinetti, aderì successivamente al movimento di Mussolini), nel decadentismo di Gabriele d'Annunzio e in numerosi altri pensatori e azionisti politici nazionalisti

Mussolini al governo e la fascistizzazione della società


I primi anni da primo ministro di Mussolini (1922-1925) non furono propriamente una dittatura, anche se in questi anni Mussolini iniziò un cosiddetto “processo di fascistizzazione della società”, andando ad istituzionalizzare il sistema fascista. Nel 1922 istituì il “Gran consiglio del fascismo” (organo di consultazione, gestiva le relazioni tra partito e governo), nel 1923 istituzionalizzò lo squadrismo creando la “Milizia volontaria” (ovvero gli squadristi.. li rende “legali”) che andò ad unirsi all’esercito. Sul piano della politica interna Mussolini fece una serie di politiche volte a sostenere e favorire gli imprenditori industriali ed agricoli. LA SVOLTA: Nel 1923 fece approvare la “LEGGE ACERBO” ( riforma del sistema elettorale che garantiva i 2/3 dei seggi in Parlamento al partito che riusciva ad ottenere almeno il 25% dei voti).  Per riuscire a conquistare quel numero di voti Mussolini presentò nel 1924 “ IL LISTONE” : presenta un blocco enorme di candidati tutti fascisti sostenuti anche da altre forze politiche Questa pratica fu contestata da Matteotti che accusò i fascisti di aver vinto le elezioni imbrogliando (usavano la violenza e le minacce per farsi votare, modificavano le schede elettorali in loro favore etc.).. 10 giorni dopo Matteotti fu ucciso. Così a seguito della vittoria fascista nelle elezioni, il 3 gennaio 1925 Mussolini fece un discorso in Parlamento dove si prendeva la responsabilità dell’assassinio di Matteotti, e proclamava UFFICIALMENTE l’inizio del governo fascista! In seguito dichiarò illegali tutti i partiti che non fossero fascisti (stato monopartitico) e rese illegali gli scioperi e le attività dei sindacati (eccezione per il sindacato fascista, unico avente il potere di stipulare contratti collettivi). L’Italia era definitivamente entrata nell’era fascista, che durò fino al 1943 (Ordine Grandi, il Gran consiglio del fascismo si ribella a Mussolini e con l’aiuto del re Vittorio Emanuele lll lo fa arrestare)

Alleanza con Hitler ed entrata in guerra dell'Italia


Contemporaneamente all’ascesa di Mussolini in Italia, in Germania si verificava la scalata di Adolf Hitler al potere. Hitler era un estimatore di Mussolini ed entrambi avevano ideologie simili, fondate sul potere autoritario e sull’aspirazione a far diventare i propri paesi potenze imperialiste. L’alleanza tra Mussolini e Hitler venne sancita nel 1939 mediante il “Patto di acciaio” (alleanza militare in cui in caso di attacco ad uno dei rispettivi paesi l’altro sarebbe sceso in campo in aiuto). Hitler diede inizio alla seconda guerra mondiale invadendo nel Settembre 1939 la Polonia (in accordo con Stalin = leader comunista russo, se la spartiranno la Polonia). Ciò provocò le reazioni di Gran Bretagna e Francia che dichiararono guerra alla Germania. Nonostante però Italia e Germania avessero un accordo militare Mussolini decise di non entrare in guerra (dichiara la NON BELLIGERANZA = non facciamo guerra). L’Italia entrerà in guerra nel 1940 quando Hitler riuscirà a raggiungere Parigi e ad indebolire pesantemente la Francia (Mussolini pensa di approfittare della debolezza della Francia per sferrare un attacco dalle Alpi contro la Francia  Perderà ugualmente..).
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