LA TENUTA DELLA DEMOCRAZIA IN GRAN BRETAGNA

In un continente dominato dal totalitarismo fascista solo le democrazie più rappresentative sopravvissero, come in Francia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda e paesi scandinavi. La Gran Bretagna riuscì facilmente ad uscire dalla crisi reagendo alle difficoltà tramite un governo di coalizione guidato da MacDonald, innalzamento di barriere protezionistiche per ridurre la concorrenza, abbandono del gold standard per svalutare la sterlina. Attuò anche riforme sociali come sussidi di disoccupazione, garanzie salariali, inoltre il Commonwealth, l’impero, venne trasformato in area commercial. Anche per quanto riguarda il problema indiano, per non far si he si rafforzassero le lotte d’indipendenza la Gran Bretagna fece dell’India uno stato federale.
La Gran Bretagna però così facendo, si disimpegna dei problemi internazionali europei, per esempio, l’ascesa di Hitler spinse l’ URRS ad allearsi solidamente con le democrazie per andare contro il fascismo, ma non ottenne aiuto dalla Gran Bretagna, avviando così la politica dell’appeasement, arrendevolezza.

I FRONTI POPOLARI
Anche in Francia si fecero sentire gli effetti della crisi che portarono a un’intensificazione delle tensioni politiche fra il Partito comunista e la destra filofascista. La destra cercò di marciare sul palazzo del governo per attuare un colpo di stato, ma fallì, per cui la sinistra vara la politica del Fronte popolare antifascista, favorendo così una sorta di alleanza tra comunisti, socialisti, socialdemocratici, liberaldemocratici. Il Fronte popolare vinse le elezioni con a capo Blum, che inizia una serie di riforme sociali, avviando anche la svalutazione del franco, ma incontrò opposizione per cui dovette dimettersi.
Per quanto riguarda la Spagna, era un paese molto arretrato, di stampo feudale con la grande proprietà fondiaria appoggiata dalla chiesa cattolica autoritaria. Inoltre, Paesi Baschi e Catalogna rivendicavano autonomia. Le prime elezioni danno vittoria alla sinistra, la quale proclama la repubblica, e tenta di attuare riforme come: laicizzazione dello stato e limitazione dei poteri della chiesa, riforma agraria, nazionalizzazione dei servizi pubblici, però il ciclo di riforme viene interrotto dalle nuove elezioni, in cui sono preferiti i cattolici di destra. Successivamente, ancora viene eletto il Fronte popolare guidato da Azana, e subito si tentò di attuare la riforma agraria e la laicizzazione dello stato, ma scoppia la guerra civile perché le truppe di Francisco Franco marciano su Madrid per rovesciare il governo, dando inizio dunque a un duro scontro tra democrazia e fascismo. Tutti i partiti democratici e di sinistra si armarono, e armarono la popolazione per combattere il fronte nazionalista. Francia e Gran Bretagna non intervengono, mentre Italia e Germania danno il proprio appoggio alle truppe franchiste, invece l’URRS e circa 40 000 volontari antifascisti al governo repubblicano. La guerra civile termina dopo tre anni con la caduta di Madrid, che segna la vittoria del franchismo, un regime autoritario clerico fascista.

L’ANTIFASCISMO
L’affermazione del fascismo in Europa non fa altro che alimentare la formazione di gruppi di resistenza antifascista che in esilio, in clandestinità, divengono più grandi, tramite la propaganda cercano di influenzare l’opinione pubblica, fino agli anni trenta però non si trovò ancora un accordo tra alcune divisioni politiche interne a questi gruppi antifascisti, come per esempio tra socialisti e comunisti. Solo con l’avvento del nazismo in Germania, che rese più alto il rischio che l’intera Europa cadesse sotto il dominio totalitario, comunisti e socialisti stipularono un patto d’unità d’azione. Con la morte di Gramsci, e dei fratelli Rosselli, ci sono tensioni all’interno dei movimenti antifascisti, al posto di Gramsci sale Togliatti che cerca di continuare la politica del predecessore, ma di fondo ci sono delle divergenze tra i due, il primo aveva perplessità sull’esperienza sovietica, il secondo invece era legato al gruppo staliniano. Comunque, nonostante le tensioni all’interno del fronte antifascista si verificò una ripresa dell’attività antifascista in Italia soprattutto grazie ai giovani.

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