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L’età dei nazionalismi

Per nazionalismo si intende quell'ideologia che vuole esaltare il concetto di nazione estremizzando ed esasperando il comune senso di attaccamento al proprio Paese Spesso si traduce in una lotta violenta e irrazionale per la difesa di valori nazionali contro presunte minacce esterne.
Dopo l’impero dello zar l’Austria-Ungheria era lo Stato europeo con la maggiore estensione territoriale. Nell'età dei nazionalismi la monarchia asburgica formata da Tedeschi, Ungheresi, Slavi,Italiani e Romeni rappresentava un vero e proprio paradosso .

Austria-Ungheria

Dopo la disfatta militare del 1866 nella guerra contro la Prussia, lo Stato Asburgico si riorganizzò in due entità distinte, l’Austria e l’Ungheria, sulle quali regnava lo stesso sovrano (nella prima era imperatore, nella seconda era re). L’Austria - Ungheria si formò ufficialmente nel 1867 dopo la firma di un accordo con cui le due parti si davano leggi e istituzioni proprie pur mantenendo organismi comuni per la difesa, la finanza e gli esteri. Questo accordo aggravò il problema delle nazionalità accentuando la posizione di privilegio del gruppo tedesco e di quello magiaro (ungherese). I due gruppi dominanti però rappresentavano solo il 40% della popolazione e dunque la questione nazionale rappresentò sempre il più grande limite della politica dell’Impero asburgico tra la fine del XIX secolo e la prima guerra mondiale. Vi erano però alcuni fattori di coesione e di unità:

-La figura dell’imperatore Francesco Giuseppe , salito al trono nel 1848 e morto bel 1916 che raccoglieva un forte consenso popolare.
-Un efficiente sistema amministrativo.
-L’esercito
-Il corpo ufficiali, proveniente dalla nobiltà garantiva lealtà alla corona e manteneva stabilità ed ordine.
-La Chiesa di Roma
-La casa degli Asburgo era sempre stata fedele al papato e il Vaticano faceva affidamento si Vienna per difendere la religione e la cultura cattolica dagli attacchi provenienti dagli stati laici ( Francia – Italia sabauda).

Le province italiane d’Austria

La sconfitta italiana del 1866 nella guerra contro la Prussia, nota come Terza guerra d’indipendenza aveva privato l’Austria - Ungheria del Veneto ma appartenevano ancora all'Austria:
Il Trentino
Il Friuli orientale
La città di Pola in Istria
La città di Trieste
La città di Fiume, anch'essa in Istria ma sotto la corona ungherese e Zara, con un significativo numero di persone che parlavano la lingua italiana. Questi territori rimasero austriaci fino alla fine della Prima guerra mondiale e furono conosciuti col nome i Terre irredente, terre cioè da redimere, da liberare. In queste regioni fu soprattutto la media borghesia cittadina a farsi portavoce del sentimento irredentista alimentando ( attraverso la scuola,la famiglia, l’associazionismo ) il senso di appartenenza al Regno d’Italia. Ma l’annessione all'Italia fu intesa anche in chiava anti-slava e a protezione del gruppo etnico italiano. In Trentino (compattamente italiano dal punto di vista linguistico) si chiedeva soprattutto l’autonomia amministrativa.

La Germania dopo Bismarck

Finché il cancelliere Otto Von Bismarck aveva mantenuto la sua carica gli interessi dei due blocchi di potere nei quali era divisa la Germania ( da una parte alleanza tra industriali e grande proprietà terriera e dall'altra gli alti gradi dell’esercito ) erano stati tenuti sotto controllo. Nel 1890 il giovane Kaiser Guglielmo II “ licenziò “ Bismarck, consentendo ai due gruppi di potere di avere mano libera nella loro ricerca di una politica di potenza .
La Germania era in una fase di sviluppo economico molto accentuato: l’industria chimica, siderurgica ed elettromeccanica aveva posizioni di assoluta preminenza nel mondo e la tecnica tedesca permetteva di costruire prodotti di una qualità decisamente superiore rispetto a quelli fabbricati in altre nazioni. Questo sviluppo economico spinse sia l’imperatore che molti uomini di corte ad accarezzare con sempre maggiore insistenza l’idea di una grande Germania che affermasse, non soltanto economicamente ma anche politicamente , la sua supremazia sull'Europa.

Questo obiettivo coincideva:
sia con gli interessi degli industriali che guardavano con favore ad una politica di armamenti e ai possibili nuovi mercati rappresentati dai territori conquistati ,
sia con quelli dei militari che vedevano così accrescersi sia il loro prestigio che la loro influenza.
Un altro fattore importante era rappresentato dal desiderio di rivincita verso la Francia e l’Inghilterra , il cui potere in Europa era stato a lungo favorito dalla divisione dei Tedeschi in tanti piccoli Stati.
Proprio l’eccezionale prosperità economica preservò la Germania da ogni disordine rivoluzionario . Il Partito Socialdemocratico, con 4 milioni di voti nel 1912, divenne il più forte partito del Parlamento tedesco e i suoi dirigenti cercarono costantemente di ottenere miglioramenti economici e sociali per i lavoratori. Il sistema normativo, attuato dalla Germania, di assicurazioni obbligatorie contro le malattie, l’invalidità, la vecchiaia valse alla politica sociale tedesca la denominazione di Socialismo di Stato.

Francia e Inghilterra agli inizi del XX secolo

L’affermazione della Germania preoccupava sempre più Francia e Inghilterra.
In Francia la perdita dell’Alsazia e della Lorena, avvenuta per mano tedesca durante la guerra franco – Prussiana del 1870 era una ferita ancora aperta e il continuo potenziamento dell’esercito del kaiser faceva vivere i francesi nel terrore di una nuova invasione. Questo terrore si univa però anche ad una forte voglia di vendetta e di rivincita che, al pari di quanto accadeva in Germania, esasperò le già forti tendenze nazionaliste.
L’Inghilterra invece temeva la crescita della flotta tedesca. Navi moderne e i potenti e nuovissimi sottomarini mettevano seriamente in discussione l’egemonia britannica sui mari tanto che il Parlamento inglese arrivò ad approvare una legge che obbligava la flotta inglese ad essere superiore di almeno il 10% rispetto alle altre flotte mondiali.

La Russia

Tra la Russia e il Giappone esisteva una forte rivalità nell’estremo oriente che per un lungo periodo si era tentato di risolvere attraverso trattative e negoziati.. Nel 1904 , però, i Giapponesi attaccarono improvvisamente una squadra navale russa a Port Arthur, in Manciuria, senza nessuna dichiarazione di guerra.; i Russi vennero battuti in una serie di scontri terrestri mentre in mare la loro flotta venne sconfitta nello stretto do Tsushima il 27 maggio del 1905.. Il conflitto fu poi risolto con l’intervento diplomatico degli Stati Uniti e la pace fu firmata nel settembre 1905: la Russia perse parte dei suoi territori a vantaggio del Giappone , a cui fu dato il permesso di espandersi ai danni della Corea.

La Duma e i Soviet

Per la Russia le difficoltà militari ebbero anche pesanti ripercussioni interne .Nell'aprile del 1905, durante una manifestazione contro la guerra ,la guardia imperiale aprì il fuoco sulla folla . La strage compiuta in quella che viene ricordata come la domenica di sangue ( almeno 1000 furono i morti e migliaia i feriti) suscitò nuovi tumulti e scioperi in tutto il paese , causando una rottura insanabile tra il regime zarista e le masse popolari,. Alla fine lo zar Nicola II fu costretto a concedere la Costituzione e a far eleggere un Parlamento, la Duma. La Russia si trasformò così in una monarchia costituzionale . Ma non tutti gli oppositori furono soddisfatti . Le agitazioni continuarono e in molte città si formarono dei soviet ( consigli ) di deputati-operai che organizzavano scioperi e si facevano portavoce dei rivoluzionari . I membri dei soviet di San Pietroburgo vennero arrestati e a Mosca un’insurrezione fu repressa nel sangue.

Entro la fine del 1906 questa prima ondata rivoluzionaria si esaurì ma, per la prima volta, l’immobile gigante russo era stato scosso.
•Gli Stati Uniti alla vigilia della Prima guerra mondiale
Anche se con la guerra del 1898 contro la Spagna gli Stati Uniti si erano impossessati di Cuba, di Portorico e delle Filippine, il loro imperialismo si espresse , più che in conquiste territoriali, , nel tentativo di controllare, alcune zone strategiche per il commercio internazionale. E così l’area intorno a Panama e soprattutto al suo stretto ( collegamento fondamentale tra Pacifico e Atlantico), cadde sotto la diretta influenza degli USA.
Per meglio ribadire questa presenza egemonica, nel 1904 il Presidente Theodore Roosevelt affermò che il suo Paese si riservava il diritto di intervenire in qualsiasi Stato dell’America Latina se i cittadini statunitensi o i loro beni fossero stati in qualche modo minacciati. Inoltre stipularono numerosi accordi commerciali basati sulla clausola di “ nazione più favorita” che consentiva alle nazioni firmatarie di scambiare materie prime con prodotti finiti americani a condizioni molto più vantaggiose rispetto a quelle praticate dall'Inghilterra o dalla Germania.

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