Ominide 6603 punti

Napoleone: il blocco continentale

Negative furono le conseguenze, sia economiche sia politiche, del blocco continentale, deciso da Napoleone nel 1806-07.
Vista l'impossibilità di sconfiggere militarmente la potenza inglese, incontrastata dominatrice dei mari, Napoleone progettò di piegarla economicamente, proibendo ai paesi appartenenti all'Impero di commerciare con l'Inghilterra, sia in entrata sia in uscita. Il blocco fallì i suoi obiettivi: l'Inghilterra, che indirizzava in Europa il 40% delle sue esportazione e importava grandi quantità di cereali, ne fu duramente colpita, ma non piegata: grazie al contrabbando e all'ampiezza e all'articolazione del suo sistema commerciale-coloniale, ramificato in ogni parte del mondo, essa riuscì a superare anche le gravi crisi economiche del 1809 e 1811. Per converso, il "controblocco" inglese danneggiò gravemente il commercio marittimo francese, facendo mancare in Francia prodotti di consumo e materie prime, come lo zucchero, il caffè, il cotone. Nonostante gli sforzi compiuti da Napoleone per sostituire le importazioni con produzioni interne (iniziò allora la produzione dello zucchero dalle barbabietole), le industrie francesi dipendenti da rifornimenti esteri ne risultarono penalizzate: si pensi che in un solo anno, tra il 1809 e il 1810, le importazioni di cotone grezzo crollarono da 72 a 29 milioni di franchi. In questa situazione di crisi industriale e commerciale, gli investimenti di capitale si indirizzarono in misura rilevante verso la proprietà fondiaria, accentuando il carattere rurale dell'economia francese.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email