L’espansione di Hitler e del nazismo in Europa

Hitler chiese all’Inghilterra il consenso di annientare la Polonia e di non opporsi alla sua conquista dell’Europa orientale. L’Inghilterra non accettò.
I nazisti, allora inviarono un ultimatum, il 31 Agosto 1941 dichiararono guerra alla Polonia, il 1° settembre ne avevano varcato le frontiere. Il 3 settembre Francia ed Inghilterra dichiararono guerra alla Germania.
La Polonia aveva l’esercito ben organizzato, ma non disponeva di ami. La Germania era munita ed invase con la tattica Blitzkrieg, attaccando da nord e sud, con il supporto dell’aviazione. Il 27 settembre Varsavia si arrese, il giorno seguente l’intera nazione.
La Polonia fu attaccata anche a est dall’Unione Sovietica. Quest’ultima chiese alla Finlandia dei territori per rinforzare i confini nordoccidentali. In seguito al rifiuto l’Unione Sovietica l’attaccò, ma i Finlandesi conoscevano i territori, erano abituati alle temperature e furono sostenuti da altre nazioni. L’Unione Sovietica fu espulsa dalla Società delle Nazioni e con la pace di Mosca ottenne Carelia e parte della Lapponia.

Periodo che va dalla conquista della Polonia al maggio del 1940, scoppio decisivo. Gli eserciti di Francia, Inghilterra e Germania restarono sulle linee di difesa. Linea Maginot era francese, dal confine con la Germania fino all’Italia; linea Sigfrido era tedesca, già sperimentata nella prima guerra mondiale. I tedeschi studiarono un piano d’attacco per una guerra lampo.
Erano neutrali, ma Hitler voleva assicurarsi l’importazione di ferro. La Danimarca cedette immediatamente; i norvegesi combatterono finché il re si ritirò a Londra per un governo in esilio, ma Hitler vi instaurò un governo fantoccio presieduto da Quisling.
Dopo aver sconfitto Olanda, Lussemburgo e Belgio, i tedeschi raggiunsero l’ovest della Francia. In questo modo circondarono i soldati francesi ed inglesi, quest’ultimi ricevettero l’ordine di ritirarsi per il porto Dunkerque. In pochi giorni fu raggiunta Parigi.
Inizialmente per mantenere la neutralità dichiarò la “non belligeranza”, esortato anche dai comandi militari e il ministro degli Esteri, poiché l’esercito italiano non era né organizzato ne attrezzato. Dopo le susseguite vittorie tedesche, Mussolini il 10 Giugno 1940 dichiarò che l’Italia era entrata in guerra, almeno poteva spartirsi il bottino con i vincitori.
Innanzitutto le flotte mercantili non ricevettero l’ordine di ritirarsi, perciò l’Italia ne perse il 30%. L’obbiettivo del Duce era di conquistare il Mediterraneo e vaste zone della Francia con i metodi di Hitler. L’attaccò dell’Italia il 18 giugno alla Francia fu ritenuto una pugnalata, infatti la Francia non si ritenne sconfitta nonostante l’armistizio del 24 giugno, che stabiliva il possesso di Mentone e la smilitarizzazione delle zone di frontiera franco-italiane.

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