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L’ELEZIONE DI PIO IX

Il biennio delle riforme, che aprì la strada alla Prima Guerra d’indipendenza italiana, si aprì con l’elezione del pontefice, Pio IX, che nelle congregazioni prima del conclave non era stato indicato tra i favoriti: già il fatto che, a differenza degli altri candidati che esprimevano una posizione di gran lunga più conservatrice, poco aperti al cambiamento e fedeli ai valori del passato, rispetto al nuovo papa, aveva portato un elemento di novità e di rottura con una tradizione che pareva destinata a perdurare. Gli altri candidati sembravano infatti legati ai principi della restaurazione mentre il nuovo papa sembrava una boccata d’aria fresca in una chiesa ancora ancorata al passato e non con uno sguardo attento all’attualità e ai cambiamenti avvenuti nella società.
La posizione del nuovo papa può essere definita moderata rispetto ai conservatori che erano presenti nella curia e ciò contribuì a suscitare aspettative ed attese che andavano anche oltre l’elezione di quello che all’epoca poteva essere definito il sovrano di uno dei tanti regni della penisola. Di sicuro però nessuno si aspettava un rinnovamento dalle fondamenta della chiesa ma atti significativi: ed infatti il primo atto dal papa fu un’amnistia generale con la quale restituì la libertà ai detenuti rinchiusi per motivi politici, come un oltraggio al precedente pontefice. Il gesto alimentò le speranze del popolo quando in realtà tale atto poteva essere ricondotto ad un gesto di carità cristiana.

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