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Democrazie illiberali e regimi dittatoriali
Nell’ultimo decennio del XX secolo diversi Stati si sono dotati di Istituzioni democratiche: oggi in oltre 110 Paesi (su meno di 200 esistenti al mondo) si tengono elezioni a cui si presentano fazioni diverse. Questo ampliamento della democrazia è solo parziale, perché molti governi eletti democraticamente ignorano la Costituzione e privano i cittadini dei loro diritti di libertà fondamentali come avviene ad esempio in Turchia ed Iran: si parla perciò di democrazie illiberali.

In queste democrazie spesso le autonomie regionali vengono eliminate e non viene rispettata la separazione tra i poteri: il Presidente, a capo del potere esecutivo, impone decreti con valore di leggi, attribuendosi un potere che dovrebbe spettare al Parlamento. In questi casi un gruppo ristretto di persone è in grado di controllare il Paese e non vi è una vera democrazia.

Vi è invece talvolta quello che viene chiamato plebiscitarismo, ovvero il ricorso a un’opinione pubblica manipolata dai mass media (i grandi mezzi di comunicazione) per sostenere e giustificare iniziative e comportamenti contrari alle leggi.

Accanto alle democrazie rimangono molte dittature: esse sono numerose in Africa ed in Asia, mentre in America quasi tutti gli Stati hanno oggi governi democraticamente eletti dalla popolazione anche se si tratta spesso di democrazie illiberali.

Tra le dittature vanno anche collocate le ultime monarchie assolute come per esempio l’Arabia Saudita e il Brunei.


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