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La decolonizzazione in America latina


Nell’America centro-meridionale la Spagna e il Portogallo possedevano un vasto dominio coloniale che nella prima metà del XIX secolo diventa indipendente, modificando radicalmente i rapporti fra Europa e America.
La Spagna possedeva il Messico, l’America Centrale et tutta l’America sud, eccetto il Brasile che apparteneva al Portogallo. La popolazione che abitava questi territori era molto composita: indios, neri, mulatti, meticci, creoli e spagnoli nati in madre patria. In Brasile, la meta della popolazione, circa 1 milione e mezzo erano neri originari dell’Africa ridotti in schiavitù.
Le grandi proprietà che impiegava la mano d’opera locale, tenuta in condizione di servitù, apparteneva ai re di Spagna, del Portogallo o alla Chiesa. La società civile comprendeva, in ordine gerarchico, la popolazione di origine spagnola, posta al vertice, quindi i creoli, a cui, in ordine di importanza, facevano seguito i meticci. L’ultimo gradino della scala sociale era occupato dai neri e dagli indios. Fra i creoli, esisteva uno strato di ricchi proprietari che aspiravano all’autonomia e l’impopolarità dell’amministrazione spagnola fu proprio la causa dei vari movimenti per l’indipendenza. L’ostilità dei creoli aumentò quando le colonie dell’America del Nord uscirono vittoriose dalla guerra d’indipendenza contro la madre patria.
La ribellione iniziò nel 1810 comandata da José de San Martín in Argentina e da Símon Bolívar che nel 1813 fu acclamato liberatore del Venezuela. Nel 1824, la guerra per la liberazione prese fine. In Messico gli avvenimenti ebbero un carattere diverso. La ribellione partì dagli indios e dai meticci che si scontrarono con i ricchi proprietari. Questa rivolta delle classi diseredate fallì, ma la rivoluzione fu presa in mano dei creoli e nel 1821 anche il Messico proclamò l’indipendenza.
Invece, in Brasile l’indipendenza avvenne in modo pacifico. Qui il figlio del re del Portogallo si fece proclamare imperatore del Brasile, con il nome di Pedro I e le truppe portoghesi lasciarono il paese.
Le guerre di liberazione in America latina fecero scomparire la schiavitù e la servitù, anche se le condizioni delle classi sociali, considerate inferiori, non cambiarono perché le popolazioni delle campagne rimasero escluse dall’accesso alla proprietà.
L’autonomia portò alla costituzione di tanti stati, purtroppo instabili dal punto di vista politico, eccetto il Cile basato su di un forte potere del presidente e l’Impero del Brasile che aveva un sistema di governo parlamentare.
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