Concetti Chiave
- Nel 1953, la morte di Stalin portò a una lotta interna per il potere nel Pcus, culminata con l'ascesa di Nikita Chruscev e l'inizio della "destalinizzazione".
- Chruscev avviò riforme che ridussero la repressione e migliorarono le condizioni di vita, ma il potere politico rimase centralizzato e non democratico.
- Nel 1956, la rivolta degli operai di Poznan in Polonia richiese libertà sindacali e portò all'elezione di Gomulka, che favorì l'allontanamento delle truppe sovietiche.
- La destalinizzazione e le tensioni in Polonia e Ungheria provocarono un ripensamento nel Partito Comunista Italiano riguardo al modello sovietico di socialismo.
- A Cuba, Fidel Castro guidò una guerriglia contro la dittatura, trasformando l'isola in uno stato comunista nonostante l'opposizione degli Stati Uniti.
Indice
La morte di Stalin e l'ascesa di Chruscev
Nel 1953, lo stesso anno in cui terminava la guerra di Corea, moriva Stalin, il despota che per quasi vent'anni aveva tenuto l'Urss sotto la cappa di una feroce repressione, ma anche l'eroe che aveva guidato l'Urss a sconfiggere il nazismo. Dopo la sua morte si svolge una dura lotta per la conquista del potere tra i maggiori dirigenti del Pcus. Dallo scontro politico uscì vincente Nikita Chruscev, che divenne il nuovo segretario generale del partito e quindi il vero capo dell'Unione Sovietica. Chruscev fece una critica del suo predecessore, accusandolo di aver mirato al "culto della personalità". Cominciava così il processo di "destalinizzazione" dell'Unione Sovietica, dei paesi compresi nella sua sfera d'influenza. Negli anni successivi, in Unione Sovietica molte cose cambiarono: si attenuò la pressione poliziesca e mutò anche la politica economica. Si diede impulso alle produzione di beni di consumo, in modo da migliorare le difficili condizioni di vita della popolazione. Chruscev quindi si rivelò un riformatore, consapevole della necessità di introdurre più libertà. Questa libertà però rimase limitata, il potere politico rimaneva nelle mani di una ristretta cerchia di capi comunisti, che non erano sottoposti a nessuna forma di controllo democratico dei cittadini : non era eletta, ma selezionata all'interno del partito.
Rivolte in Polonia e Ungheria
Nel giugno del 1956, in Polonia gli operai di Poznan diedero vita a una rivolta: chiedevano maggiori libertà sindacali, un miglior tenore di vita e uno sganciamento dalla troppo rigida tutela sovietica. Le truppe sovietiche presenti in Polonia intervennero reprimendo la rivolta.
Subito dopo però venne eletto alla guida del Partito comunista Wladyslw Gomulka, un uomo politico che i sovietici nel 1948 avevano messo da parte accusandolo di "deviazionismo nazionalistico". Gomulka allontanò i dirigenti stalinisti, favorì l'istituzione di consigli operai e giunse a un accordo per la partenza delle truppe sovietiche dal territorio polacco. A causa della rivolta popolare l'esercito sovietico intervenne occupando l'Ungheria. Schiacciati dalla superiorità militare dei sovietici rivoltosi, dopo giorni di scontri nei quali vennero uccise centinaia di persone, dovettero soccombere.
Cina e il nuovo socialismo
La Cina si fece potatrice di un novo modello di socialismo, basato sulla trasformazione dell'agricoltura mediante le "comuni popolari".
La destalinizzazione iniziata da Chruscev, la svolta in Polonia, l'intervento sovietico in Ungheria e il distacco della Cina dall'Unione Sovietica turbarono le coscienze in tutto il mondo. Nel partito comunista Italiano che era il più grande partito comunista dell'Occidente, il gruppo dirigente guidato da Palmiro Togliatti scelse innanzitutto di confermare fedeltà al Urss, anche a costo di gravi lacerazioni al suo interno e di una rottura con il Psi che era il suo alleato nell'opposizione. Successivamente, però, maturò la convinzione che il modello sovietico di società socialista avesse molti limiti. Tra i comunisti italiani si rafforzò l'idea che ogni paese dovesse essere libero di scegliere la propria via al socialismo , senza modelli e senza schematismi.
Il comunismo in America Latina
Il comunismo riuscì a penetrare anche in America Latina, che gli Stati Uniti consideravano come una colonia da sfruttare economicamente e dove sostenevano quei governi in genere dittatoriali, che favorivano la penetrazione economica delle grandi imprese Americane. Proprio nell'isola Caraibica di Cuba, tuttavia, la strategia americana subì un pesante sconfitta. Contro la dittatura aveva preso corpo una forte opposizione popolare all'interno della quale si distinse il giovane avvocato Fidel Castro Ruz. Egli guidò una lunga guerriglia che, con l'appoggio di contadini e studenti, fecero di Cuba uno stato comunista
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto della morte di Stalin sull'Unione Sovietica?
- Come si è manifestata la rivolta in Polonia nel 1956?
- Qual è stata la reazione dell'Unione Sovietica all'insurrezione ungherese?
- In che modo la Cina ha influenzato il socialismo globale?
- Qual è stata la situazione del comunismo in America Latina durante questo periodo?
La morte di Stalin nel 1953 ha innescato una lotta per il potere all'interno del Pcus, culminata con l'ascesa di Nikita Chruscev, che avviò il processo di "destalinizzazione" e introdusse riforme economiche e sociali, sebbene il potere rimanesse concentrato in una ristretta élite comunista.
Nel giugno del 1956, gli operai di Poznan si ribellarono chiedendo maggiori libertà sindacali e un miglior tenore di vita, ma la rivolta fu repressa dalle truppe sovietiche. Tuttavia, Wladyslw Gomulka, eletto leader del Partito comunista, riuscì a ottenere la partenza delle truppe sovietiche dalla Polonia.
L'esercito sovietico intervenne in Ungheria per schiacciare la rivolta popolare, che si era opposta al regime comunista, portando a scontri violenti e alla morte di centinaia di persone.
La Cina ha proposto un nuovo modello di socialismo attraverso le "comuni popolari", distaccandosi dall'Unione Sovietica e influenzando le coscienze in tutto il mondo, inclusi i partiti comunisti occidentali.
In America Latina, il comunismo ha trovato terreno fertile, specialmente a Cuba, dove Fidel Castro ha guidato una guerriglia contro la dittatura, trasformando l'isola in uno stato comunista, nonostante l'opposizione degli Stati Uniti.