Crisi del '29

I beni di consumo durevoli entrano a far parte della vita quotidiana di una vasta parte della popolazione americana. L'economia prospera e i salari sono in aumento. La maggioranza delle famiglie chiede prestiti e avvia mutui per comprare case, auto e altri beni che possono essere comprati a rate. Il mercato è in forte crescita, la domanda è elevata e la produzione aumenta. I beni durevoli però, per la loro natura, non vengono cambiati con alta frequenza, e le famiglie tendono a sfruttarli finché è possibile.
Pian piano quindi la domanda inizia a rallentare, il mercato si satura e l'intero ciclo economico rallenta. Tale dinamica passa all'inizio inosservata agli occhi di risparmiatori, finanzieri e imprenditori. Si continua a comprare le azioni di queste aziende sicuri dell'inarrestabile crescita. A un certo punto però la produzione e i valori azionari si sganciano l'uno dall'altro. Le aziende vanno in sovrapproduzione, non ricevono lo stesso volume di ordinazioni precedente. Il mercato borsistico invece continua a correre a causa delle ottimistiche aspettative di crescita e alle manovre speculative degli operatori.

Si crea pertanto una "bolla speculativa ". Quando gli agenti e i risparmiatori se ne rendono conto iniziano contemporaneamente a vendere le azioni, il che determina il crollo del loro valore. Le banche vengono travolte non riuscendo a pagare gli interessi sui depositi, né a riscuotere in tempo i debiti dei prestiti concessi. Il panico si diffonde: i risparmiatori cercano di ritirare i loro risparmi, le aziende iniziano a chiudere o a rallentare la produzione. Gli operai licenziati o con i salari dimezzati non solo perdono potere d'acquisto, ma non riescono a pagare le spese primarie. I prezzi dei prodotti agricoli sono bassissimi a causa della scarsa domanda. I contadini per continuare a produrre chiedono prestiti che non riescono a pagare. I più sfortunati perdono le terre. La crisi giunge in Europa a causa della catena di finanziamenti che dagli Usa arrivano in Germania, che a sua volta paga le riparazioni di guerra a Italia, Francia e Regno Unito. Con la depressione negli Stati Uniti il ciclo si sblocca creando gli stessi identici fenomeni finanziari negli altri paesi. Alcuni cercano di fronteggiare la crisi svalutando la moneta, per favorire le esportazioni e rimettere in moto il commercio a danno di altri paesi. La reazione è quella di aumentare i dazi doganali annullando l'effetto della svalutazione. Il commercio internazionale crolla drasticamente. In seguito alla crisi, moltissime famiglie si ritrovano in pochi mesi nella povertà più assoluta, i casi di suicidio aumentano vertiginosamente, è l'opinione pubblica chiede drammaticamente aiuto.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email