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Concetti Chiave

  • Negli anni '20, il mercato industriale statunitense si satura a causa del boom economico e della sovrapproduzione di beni durevoli, influenzando anche i mercati coloniali.
  • Il flusso di capitali europei verso Wall Street si intensifica, rendendo la borsa di New York attraente per gli investitori, ma la saturazione dei mercati statunitensi provoca instabilità economica anche in Europa.
  • Le banche europee alzano i tassi di sconto, interrompendo il flusso di capitali verso gli Stati Uniti e generando panico tra gli investitori americani che iniziano a vendere azioni in massa.
  • Il crollo dei titoli in borsa porta a una diminuzione della produzione, all'aumento della disoccupazione e a una deflazione, con effetti devastanti sull'economia e sulla società.
  • Tra il '29 e il '32, si registrano un aumento dei fallimenti, un crollo del monte salari e una forte svalutazione del marco in Germania, evidenziando la crisi come la prima grande depressione della globalizzazione.

Saturazione dei mercati e crisi

Durante il 1929, il mercato industriale statunitense comincia a saturarsi, a causa del boom economico degli anni 20, soprattutto dovuto all'ingente vendita di beni durevoli. Si saturano, inoltre, anche i mercati coloniali, facendo così crollare il prezzo dei prodotti agricoli. Gli investitori europei, inoltre, continuano a chiedere prestiti con i quali investire sulla borsa di New York, in quanto comincia ad essere attraente anche per borsisti europei, e gli US sono legati a tutte le economie europee, essendo il paese più creditore del mondo dopo la Prima Guerra Mondiale. Dall'Europa, infatti, si registra sempre maggior flusso di capitali verso Wall Street, nel pieno della febbre speculativa. La saturazione dei mercati statunitensi, di conseguenza, comporta la saturazione e sovrapproduzione anche nei mercati europei, indecisi, quindi se abbassare (per proteggere gli affari) o alzare il tasso di sconto (per proteggere il paese), ovvero gli interessi che le banche centrali fissano sui quali le banche locali decideranno di applicare il proprio tasso di interesse (abbassando questo interesse, il denaro chiesto in prestito varrà di meno)

Effetti della crisi sui mercati

Gli Stati europei, quindi, decidono di alzare i tassi di sconto e tutte le banche applicano interessi maggiori sul denaro acquistato. In settembre Londra, che registra il flusso maggiore di capitali, decide di alzare ulteriormente i tassi. Ciò comporta l'interruzione del flusso di capitali dalla Gran Bretagna e poi da tutta l'Europa verso gli Stati Uniti. Quando la cosa viene percepita, poiché crollano alcuni titoli, comincia il problema da parte degli investitori americani che vedono i loro titoli perdere valore. Immediatamente, nel panico, iniziano scioccamente tutti a vendere le azioni in massa. Questo fa crollare i titoli, che con un effetto domino fa crollare i prezzi e diminuire conseguentemente la produzione. Le aziende in borsa devono mantenere alta la vendita abbassando i prezzi, che comporta minor produzione, guadagnando di meno, e a seguire l'aumento della disoccupazione. Il licenziamento dei dipendenti comporta il crollo del monte salari e la deflazione, ovvero la contrazione della domanda e degli acquisti, in quanto senza lavoro i cittadini non hanno i soldi per poter acquistare beni.

Conseguenze economiche e sociali

Il panico diventa una catastrofe di tipo politico e sociale.

Tra il '29 e il '32 i fallimenti industriali e commerciali aumentano dell'11% all'anno. I disoccupati passano da 3 a 15 milioni, il monte salari scende da 55 a 33 miliardi di dollari, oltre 5000 banche chiudono, la produzione scende del 70% e i prezzi agricoli crollano. Si arriva ad una grande depressione americana e mondiale, la primi crisi della globalizzazione. La Germania, in diretto contatto con gli Stati Uniti tramite il Piano Dawes, viene particolarmente colpita, con un'ingente svalutazione del marco e aumento della disoccupazione.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le cause principali della saturazione dei mercati nel 1929?
  2. La saturazione dei mercati nel 1929 è principalmente attribuita al boom economico degli anni '20, caratterizzato da un'elevata vendita di beni durevoli, e alla saturazione dei mercati coloniali, che ha portato al crollo dei prezzi agricoli.

  3. Come ha influito l'Europa sulla crisi economica statunitense?
  4. Gli investitori europei, attratti dalla borsa di New York, hanno continuato a chiedere prestiti, contribuendo al flusso di capitali verso Wall Street. Tuttavia, l'aumento dei tassi di sconto in Europa ha interrotto questo flusso, causando il crollo dei titoli americani e il panico tra gli investitori.

  5. Quali sono stati gli effetti immediati della crisi sui mercati e sull'occupazione?
  6. La crisi ha portato a un crollo dei titoli e a una diminuzione della produzione, con conseguente aumento della disoccupazione. I licenziamenti hanno ridotto il monte salari e causato deflazione, poiché i cittadini, privi di lavoro, non potevano più acquistare beni.

  7. Quali sono state le conseguenze economiche e sociali della Grande Depressione?
  8. Tra il '29 e il '32, i fallimenti industriali e commerciali sono aumentati dell'11% all'anno, i disoccupati sono passati da 3 a 15 milioni e oltre 5000 banche hanno chiuso, portando a una grande depressione americana e mondiale, con gravi ripercussioni politiche e sociali.

Domande e risposte

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