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I costumi della seconda metà dell’Ottocento

Il continuo sviluppo dell’industria accrebbe ancora la differenza tra la vita nella città, che ogni nuova scoperta trasformava, e quella nella campagna, che si modificava molto più lentamente. Il vitto dei cittadini era molto più abbondante e variato, maggiore il loro consumo di carne e di zucchero, sempre più largo il consumo di pane bianco e cioccolato; sulla tavola dei ricchi apparivano frutti esotici. L’istruzione continuò a diffondersi; numerosi Stati, tra cui l’Italia resero obbligatoria l’istruzione elementare. Purtroppo nonostante le leggi, molte erano ancora le “evasioni” all’obbligo scolastico dovute all’ignoranza e alla povertà. L’educazione dei ciechi si giovò dell’alfabeto inventato dal francese Braille e quella dei sordomuti del metodo del sacerdote italiano Giulio Tarra, che sostituì ai segni il metodo orale puro, che insegna a parlare imitando i movimenti delle labbra dell’insegnante. Con la diffusione della cultura aumentò anche quella dei giornali; la stampa guadagnò importanza, divenne “il quarto potere”, capace di influire profondamente sull’opinione pubblica. Nella seconda metà dell’Ottocento ebbe origine un fenomeno caratteristico dei nostri tempi: la codificazione e la popolarità di alcuni sport, quali il calcio (863), l’alpinismo, il motociclismo, il ciclismo. Meno popolari, ma molto diffusi, furono il tennis, lo sci, il moto e i vecchi sport della scherma e dell’equitazione che ricordavano la spada e il cavallo dell’antico cavaliere. La “caccia alla volpe” è il raffinato divertimento delle classi più ricche. Nel 1896, per opera del francese Pietro de Coubertin, furono istituite le Olimpiadi moderne.
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