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Le conseguenze sociali nel Novecento

Insieme alla struttura dell’economia si è trasformata quella della società: la classe sociale in maggiore espansione è la classe media, che abbraccia un numero sempre più grande di professioni appartenenti in grandissima parte alle attività terziarie. La classe operaia, nei paesi sviluppati, non costituisce più un proletariato, mantenuto nella miseria e nell’avvilimento, ma è in netta ascesa economico-sociale e dovunque protetta ad assistita dai “sindacati” e dai partiti politici ispirati alle più diverse ideologiche, che hanno ottenuto ed ottengono opportune leggi sul lavoro e sulla previdenza. La donna si trova ormai accanto all’uomo in ogni settore della vita pubblica. La società contemporanea conosce oggi forti tensioni sociali tra le correnti conservatrici e quelle progressiste: le prime ritengono saggio mantenere o non mutare troppo gli attuali ordinamenti, le seconde mirano ad ottenere rapidamente nuove riforme. Negli Stati Uniti d’America un grave problema sociale è rappresentato dai negri, che alcuni movimenti vorrebbero mantenere separati mentre altri sempre più numerosi vogliono pienamente riconosciuta loro l’uguaglianza di tutti i diritti. Anche la classe agricola si è oggi unita in organismi sindacali propri e conosce un tenore di vita molto più elevato. In alcune zone del Mezzogiorno europeo e nei nuovi paesi afro-asiatici la società non ha ancora raggiunto il livello dei paesi sviluppati: governi, organizzazioni internazionali, istituzioni umanitarie e religiose cercano di porre rimedio a questo stato di cose. In particolare si conduce in tutto il mondo la “lotta contro la fame” che, ancor oggi, per la irrazionale distribuzione dei beni nel mondo, molti paesi ingiustamente soffrono.
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