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La conformazione dello Stato Americano


Alla fine della guerra, gli americani dovevano decidere che conformazione dare allo stato, con ampia libertà di scelta. Innanzitutto bisognava definire se questo sarebbe stato una monarchia o una repubblica, tuttavia non essendoci dinastie o linee nobiliari la prima non aveva ragion d’essere. La repubblica dunque venne scelta perché ogni stato potesse mantenere il proprio sistema di governo indipendente, però rimaneva il problema di come unirsi, se con un’unione forte o debole.
Le possibilità erano:
Federazione: unione forte di stati che mantengono la loro autonomia ma hanno un governo unitario degli stati chiamato “governo dell’unione”
Confederazione: unione debole in cui le 13 colonie sarebbero rimaste indipendenti e avrebbero potuto riunirsi in un’assemblea per discutere solamente in caso di una forte crisi o per fronteggiare un nemico comune. In questo caso dunque mancano un parlamento e un governo. I confederati, che supportavano questa idea, in questo momento erano sparsi in tutto il paese ma in seguito saranno per la maggior parte del sud.

Per decidere, vennero scelti dei rappresentanti di entrambe le fazioni per fare dei discorsi di propaganda ai quali seguì una specie di referendum, una votazione a suffragio universale (dunque non in base al censo, come in Europa) maschile. Infatti, la libertà che millantavano escludeva le donne e gli schiavi.
Vinsero i federati e la federazione venne formata con lo stesso schema che ha ancora oggi: nel governo dell’unione vige il principio della spartizione dei poteri.
Quello legislativo viene esercitato dal congresso, composto da 2 camere, parlamento e senato, in cui sono presenti dei rappresentanti di ogni stato; sono due perché ci si basa sul principio del “balance of power” : se non ci fosse stato il senato, dato che nel parlamento il numero di rappresentanti era proporzionale agli abitanti, gli stati più popolosi come New York avrebbero avuto più potere su quelli come a Virginia. Invece il senato, composto da due senatori per ogni stato, permette di mitigare il divario tra gli stati. Ha anche un potere di CONTROLLO SUL POTERE ESECUTIVO perché non viene eletto contingentemente al presidente ma in maniera sfasata: ciò determina che, se il popolo volesse dare un segnale negativo al presidente, potrebbe creare una contrapposizione votando i membri dell’altro partito.
Quello ESECUTIVO viene esercitato dal Presidente della Repubblica dell’Unione che ha un grande potere che deve essere controllato (liberalismo, Locke) dal congresso, per i motivi sopracitati. Egli ha anche il compito di nominare i ministri. Non viene eletto direttamente dai cittadini ma dai grandi elettori dei singoli stati, il cui numero è determinato in base al numero dei voti che un determinato partito ha raggiunto in un determinato stato e al numero degli abitanti dello stesso; questi poi votano, in base alla fazione maggiormente votata nel loro stato, il presidente.

Quello giudiziario viene esercitato dai singoli giudici magistrati e al massimo grado dalla corte suprema, che è formata da 9 giudici in carica a vita (ne vengono eletti nuovi mano a mano che quelli in carica muoiono) che hanno il compito di giudicare se l’operato delle camere e le leggi sono in linea con la costituzione e che non ci siano principi di anticostituzionalismo. Hanno quindi il compito di controllare sia il potere legislativo sia quello esecutivo perché vengono nominati da più presidenti diversi.
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